La Confederazione Sammarinese del Lavoro accoglie positivamente l’approvazione in Commissione del progetto di legge di iniziativa popolare sul testamento biologico e guarda con fiducia ai prossimi passaggi istituzionali che dovranno portare il provvedimento all’esame definitivo del Consiglio Grande e Generale.
In una nota diffusa il 15 giugno, la CSdL sottolinea il valore del percorso che ha portato il tema all’attenzione del dibattito politico e della cittadinanza, evidenziando il ruolo svolto dagli strumenti di partecipazione popolare.
“Il Progetto di Legge di iniziativa popolare in materia di testamento biologico è stato approvato a larga maggioranza dalla competente Commissione Consiliare ed è ora atteso per la seconda lettura in CGG”, ricorda il sindacato. “Mancano ancora un paio di passaggi prima che l’ordinamento sammarinese in materia di diritti civili si arricchisca con questo provvedimento”.
Pur esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto, la Confederazione evidenzia alcune perplessità rispetto alla scelta di demandare a un decreto delegato la definizione del modulo attraverso il quale i cittadini potranno esprimere le proprie volontà. “Abbiamo constatato con rammarico che è stata demandata ad un Decreto Delegato l’adozione del modulo con il quale le persone potranno esprimere le proprie volontà”, si legge nel comunicato. “Confidiamo però che saranno rispettati tempi e contenuti, in coerenza con i principi fondamentali della Legge”.
La CSdL ricorda inoltre di aver dedicato al tema un incontro pubblico organizzato il 27 aprile scorso, al quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dell’Associazione Emma Rossi, di RETE e dello stesso sindacato. Secondo la Confederazione, il confronto ha consentito di approfondire contenuti e finalità dei progetti di legge senza contrapposizioni ideologiche.
“Ne è scaturito un dibattito particolarmente apprezzato dai Rappresentanti e Delegati Sindacali CSdL e dagli ospiti presenti, perché scevro da visioni ideologiche e teso unicamente a descrivere contenuti ed obiettivi dei due PdL”, afferma il sindacato, indicando come elemento centrale “la libertà di scelta delle persone in materia di trattamenti sanitari, in presenza di diagnosi infauste che pronostichino la prossimità del fine vita”.
La Confederazione ritiene inoltre che il percorso svolto abbia contribuito a chiarire molti dei dubbi emersi nel dibattito pubblico. “A nostro parere, sono stati confutati i pericoli paventati da chi si dichiarava contrario o perplesso rispetto a questi PdL, tanto che il testo approvato in Commissione ne ha confermato l’impianto”, sostiene la nota.
Particolare riconoscimento viene rivolto ai promotori dell’iniziativa. “Un plauso va ai promotori di questi Progetti di Legge, che hanno avuto il merito di portare all’attenzione dell’aula consiliare e della cittadinanza un tema sicuramente complesso, la cui traduzione in norma è tutt’altro che semplice”, scrive la CSdL, citando in particolare il lavoro svolto dall’Associazione Emma Rossi, promotrice della raccolta firme, e da RETE, che aveva presentato un proprio progetto di legge sul tema.
Per il sindacato, l’esperienza rappresenta anche una dimostrazione dell’importanza degli strumenti di democrazia diretta. “Quando i cittadini diventano protagonisti del riconoscimento giuridico di diritti fondamentali, quei diritti assumono un valore ancora maggiore”, afferma la Confederazione.
Pur ricordando che l’iter legislativo non è ancora concluso, la CSdL si dice fiduciosa sull’esito finale del provvedimento. “Ci pare ci siano tutte le condizioni per essere fiduciosi”, conclude il comunicato.





