Non avrebbe accettato la separazione e avrebbe iniziato a sorvegliare l’ex compagna attraverso telecamere, microspie e dispositivi gps, nascosti nell’abitazione e nell’automobile della donna. Per un 43enne di Rimini sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e altri reati.
Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Riccione. La relazione era terminata dopo 11 anni di convivenza, durante i quali erano nate due figlie. Secondo quanto ricostruito, i primi scontri sarebbero nati attorno alla gestione delle bambine, per poi aumentare quando la donna aveva iniziato una nuova frequentazione.
L’ex compagna avrebbe subito offese, scenate di gelosia e aggressioni fisiche, tanto da rivolgersi in diverse occasioni al Pronto soccorso. Dopo aver denunciato l’uomo, avrebbe scoperto i dispositivi utilizzati per seguirne gli spostamenti e controllarla anche dentro casa.
Uno degli episodi più gravi risalirebbe allo scorso luglio. Dopo un tamponamento, il 43enne avrebbe aperto la portiera dell’auto della donna, afferrandola per i capelli e sbattendole la testa contro lo sportello.
