I palestinesi arrivati a San Marino sono due.
Due studenti universitari, di 23 e 24 anni, iscritti al corso di laurea in Design dell’Università di San Marino.
Non è in arrivo nessun altro gruppo e nel breve periodo non è previsto alcun nuovo ingresso. A chiarirlo è il Segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari, raggiunto da Insider dopo settimane in cui il tema è stato raccontato come un’emergenza.
I numeri, finalmente.
Altro che ondata. I due ragazzi sono arrivati a maggio dalla Striscia di Gaza con il programma IUPALS, il corridoio universitario promosso dalla Farnesina e dalla Conferenza dei Rettori italiani, lo stesso che nello stesso volo ha portato in Italia altri 57 studenti.
Hanno una borsa di studio pluriennale assegnata dall’Ateneo dopo una selezione fatta da una commissione, un permesso di soggiorno legato alla durata degli studi e un alloggio messo a disposizione dalla Caritas.
Studiano, seguono corsi di italiano, prendono l’autobus.
Fine.
Selezionati e controllati, non “fatti entrare”.
Beccari insiste su un punto: i due studenti sono passati attraverso un filtro a più livelli, accademico, diplomatico e di sicurezza, con il coinvolgimento del Dipartimento Affari Esteri, delle autorità italiane e della Gendarmeria.
Per portarli sul Titano ci è voluto quasi un anno, come lo stesso Segretario ha ricordato in Commissione Esteri.
Un anno per due persone.
Chi chiede cosa.
Qui sta il cortocircuito del racconto di queste settimane.
Non è la Segreteria agli Esteri a cercare profughi da portare a San Marino. Il Governo ha fissato a dicembre una cornice di legge per l’accoglienza, ma le segnalazioni di singoli casi arrivano dal collettivo San Marino per la Palestina, che le presenta con continuità.
Ogni richiesta, spiega Beccari, viene passata al vaglio della Gendarmeria. E al momento nessuna è arrivata al punto di tradursi in un arrivo concreto.
Il vero collo di bottiglia non è a San Marino.
In Commissione il Segretario ha parlato della possibilità di un paio di nuclei familiari segnalati dal collettivo.
Possibilità, non calendario. Il nodo sono i permessi di uscita dai territori palestinesi, controllati da Israele, su cui San Marino ha un potere praticamente nullo. Se alla Farnesina è servito quasi un anno per due studenti con tutte le carte in regola, il quadro si capisce da solo.
E le case?
Il regolamento approvato a luglio individua tre alloggi pubblici a Montegiardino, di cui solo due a uso abitativo, con controlli affidati a Esteri e Gendarmeria.
Questa è la scala reale del fenomeno: due appartamenti, oggi vuoti di palestinesi.
Una questione di metodo.
Si può essere d’accordo o contrari all’accoglienza, ed è un dibattito legittimo.
Ma va fatto sui numeri veri. Due studenti non sono un’invasione, una possibilità bloccata alla frontiera non è un arrivo imminente, e una segnalazione di un collettivo non è una decisione di Governo.
Quando l’informazione smette di distinguere queste cose, non sta raccontando la realtà: la sta usando.
