La Commissione apre i lavori con il comma comunicazioni e il confronto si concentra quasi interamente sull’utilizzo degli smartphone e dei social network da parte dei minori, alla luce anche di un recente Odg presentato dal PSD. Ad aprire il confronto è Carlotta Andruccioli (D-ML), che invita la Commissione ad affrontare il tema con equilibrio e senza contrapposizioni ideologiche. La consigliera ricorda il lavoro già svolto sul cyberbullismo e insiste sulla necessità di proseguire lungo quella strada, affermando: “Su un tema di questo tipo non dovrebbero esistere maggioranza, opposizione o bandierine politiche. Deve esserci dialogo, confronto aperto ed equilibrio”. Sulla stessa linea interviene Marco Mularoni (PDCS), che richiama le iniziative già promosse dai Giovani Democratico Cristiani. Pur riconoscendo la necessità di affrontare il problema, Mularoni invita a non pensare che una semplice legge possa risolverlo e sottolinea il ruolo decisivo di famiglie, scuola e luoghi di aggregazione. “Non è una questione che riguarda soltanto le istituzioni, il Governo o il Parlamento” sostiene Mularoni aggiungendo che “la politica debba iniziare ad affrontare questo tema senza approcci ideologici e senza partire da posizioni precostituite”. Donatella Merlini (PSD) si associa agli interventi precedenti, sostenendo che la Commissione debba approfondire un tema “incredibilmente complesso”. La consigliera ricorda le iniziative già promosse dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione, ma sottolinea la necessità di disporre di dati aggiornati per comprendere la reale portata del disagio giovanile. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini interviene con una riflessione più ampia sulle politiche educative e giovanili, ricordando che San Marino non è estraneo alle criticità che interessano le nuove generazioni. Richiama il lavoro già svolto sul bullismo e sul cyberbullismo, spiegando che il relativo protocollo è oggi operativo nelle scuole di ogni ordine e grado, e ribadisce l’importanza di rafforzare il rapporto tra Stato, famiglie e scuola. Sul tema degli smartphone si dice disponibile ad aprire una riflessione anche normativa, osservando che “Possiamo valutare se regolamentarne l’utilizzo, come hanno già fatto altri Paesi”, pur precisando che spetterà al Parlamento approfondire e valutare eventuali limiti. Il Segretario affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, riconoscendo che l’evoluzione tecnologica procede più rapidamente della capacità dei sistemi istituzionali di governarla e sottolineando la necessità di continuare a investire nella ricerca, nella formazione e nella sensibilizzazione. Anche Gemma Cesarini (Libera) condivide la necessità di approfondire il tema e riconosce l’utilità di osservare le esperienze adottate da altri Paesi. Secondo Cesarini è preferibile investire sull’educazione e sulla formazione dei ragazzi, valorizzando anche il contributo dell’Università e della ricerca, affinché i giovani sviluppino una maggiore consapevolezza nell’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.
Al comma numero 2 si svolge il riferimento del Segretario di Stato per l’Istruzione sull’aggiornamento del processo di riforma complessivo del sistema scolastico sammarinese. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini spiega che il percorso di revisione del sistema scolastico è già iniziato e interesserà progressivamente tutti gli ordini di istruzione. Ricorda come, nella recente sessione del Consiglio Grande e Generale, siano stati approvati due provvedimenti ritenuti centrali in questo percorso: il nuovo indirizzo della scuola superiore e l’istituzione dell’Istituto per l’Istruzione e la Formazione Professionale. Evidenzia che sono stati avviati numerosi interventi, tra cui la revisione del fabbisogno del personale scolastico, il nuovo rapporto numerico tra insegnanti e alunni nella scuola dell’infanzia, la sperimentazione delle attività extrascolastiche e dell’équipe benessere, quest’ultima dedicata alla prevenzione e al supporto degli studenti. Lonfernini annuncia inoltre che è in fase di definizione il progetto sulla fascia educativa da zero a sei anni, mentre un gruppo di lavoro è ormai giunto alle conclusioni sul tema della settimana corta nella scuola media. L’obiettivo dichiarato è introdurre le lezioni dal lunedì al venerdì, rispondendo anche alle richieste espresse dalle famiglie nei sondaggi svolti negli ultimi anni. Il Segretario rivendica poi il rafforzamento dell’istruzione tecnico-professionale, ricordando che gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale potranno finalmente completare il proprio percorso e conseguire il diploma restando a San Marino. Esprime particolare soddisfazione per l’approvazione del nuovo Istituto per l’Istruzione e la Formazione Professionale, definendolo un passaggio storico che supera una visione ormai superata del Centro di Formazione Professionale, troppo spesso considerato in passato “una scuola di serie B”, restituendo piena dignità ai percorsi tecnico-professionali all’interno del sistema scolastico sammarinese. Il Segretario si sofferma poi sull’istituzione del nuovo Liceo delle Scienze Umane, spiegando che il nuovo indirizzo nasce per ampliare e diversificare l’offerta della scuola superiore, integrando formazione umanistica, scienze sociali, pedagogiche e relazionali. Anticipa inoltre l’intenzione di valutare ulteriori indirizzi liceali, tra cui percorsi dedicati allo sport e al turismo, con l’obiettivo di rendere il sistema scolastico sammarinese più competitivo e capace di trattenere gli studenti che oggi scelgono di formarsi all’estero.
Enrico Carattoni (RF) ribadisce il sostegno del suo gruppo alle riforme approvate nell’ultima sessione consiliare, in particolare all’istituzione del nuovo Istituto per l’Istruzione e la Formazione Professionale e del Liceo delle Scienze Umane. Proprio su quest’ultimo richiama però alcune esperienze registrate nei territori limitrofi, dove l’introduzione del nuovo indirizzo ha spesso comportato una riduzione delle iscrizioni al Liceo Classico, chiedendo se questo rischio sia stato valutato anche a San Marino e se siano già state individuate eventuali contromisure. Il consigliere sposta poi l’attenzione sul piano di riorganizzazione dei plessi scolastici, domandando aggiornamenti sul nido di Città, sui lavori necessari per accogliere anche i bambini sotto l’anno di età e sullo stato di avanzamento della tabella di marcia presentata dalla Segreteria di Stato. Chiede in particolare quali siano le prospettive per i plessi di Faetano, Dogana e Chiesanuova e se il cronoprogramma delineato negli anni scorsi stia procedendo secondo quanto previsto. Nella risposta il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini spiega che il calo delle iscrizioni al Liceo Classico rappresenta un fenomeno “abbastanza fisiologico”, già evidenziato dai dati e dagli stessi tecnici della Scuola Superiore, caratterizzato da fasi cicliche di crescita e di flessione. Sottolinea che il nuovo Liceo delle Scienze Umane è stato progettato proprio per riequilibrare l’offerta formativa complessiva e compensare queste oscillazioni, rafforzando l’intero sistema. Sul fronte della riorganizzazione dei plessi conferma che il piano prosegue secondo il cronoprogramma: il progetto per il nido di Città è pronto ma i lavori devono ancora partire, mentre a Chiesanuova è stata individuata una soluzione condivisa con la comunità, utilizzando il plesso delle scuole elementari anche per la scuola dell’infanzia. Per Dogana ricorda che il percorso è già stato completato con il trasferimento degli alunni, prevalentemente verso Falciano, mentre sugli altri plessi gli aggiornamenti saranno presentati in autunno, nella fase di programmazione del prossimo anno scolastico. Carlotta Andruccioli (D-ML) affronta numerosi aspetti del percorso di riforma, soffermandosi innanzitutto sul reclutamento e sulla stabilizzazione del personale docente. Ricorda come in passato si fosse ipotizzato il ricorso ai concorsi, soluzione poi abbandonata, e chiede chiarimenti sulle nuove modalità di assunzione e sul confronto avviato con organizzazioni sindacali e insegnanti. Esprime inoltre apprezzamento per la revisione del rapporto numerico tra insegnanti e alunni, per la sperimentazione delle attività extrascolastiche e dell’équipe benessere, auspicandone una rapida istituzionalizzazione. Chiede poi aggiornamenti sul progetto educativo da zero a sei anni, domandando se la sperimentazione riguardi esclusivamente Acquaviva o sia destinata a essere estesa ad altri Castelli, e dedica ampio spazio anche alla settimana corta nella scuola media. Pur dichiarandosi favorevole al principio, sottolinea che il punto decisivo sarà la qualità dell’organizzazione didattica, affinché il nuovo modello non comporti una riduzione dell’offerta formativa. Nella replica, il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini annuncia che il confronto con le organizzazioni sindacali sul nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti è ormai alle battute finali e che l’obiettivo è arrivare a breve alla sottoscrizione dell’accordo. Lonfernini affronta poi il tema delle figure di sistema, ritenendole indispensabili per una scuola moderna chiamata a gestire attività extrascolastiche, laboratori, progetti dedicati al benessere degli studenti e nuovi servizi educativi. Annuncia quindi l’intenzione di predisporre un intervento normativo specifico, separato dalla più ampia riforma scolastica, con l’obiettivo di approvarlo già nelle prossime settimane e rafforzare l’organizzazione delle scuole. Sul progetto educativo zero-sei anni chiarisce che, al momento, la sperimentazione riguarda esclusivamente il plesso di Acquaviva e che soltanto dopo averne verificato i risultati si valuterà un’estensione progressiva al resto del territorio. Per quanto riguarda invece la settimana corta nella scuola media, conferma che il gruppo di lavoro ha ormai concluso il proprio incarico e anticipa che la proposta prevede un modello con due pomeriggi strutturati e modifiche limitate all’attuale organizzazione oraria.
Donatella Merlini (PSD) ribadisce innanzitutto l’importanza che il percorso di riforma della scuola venga ricondotto a un progetto organico, capace di armonizzare le numerose sperimentazioni e gli interventi già avviati nei diversi ordini scolastici. A suo avviso è necessario definire un quadro complessivo che dia coerenza alle innovazioni introdotte e renda più chiara la direzione del sistema educativo sammarinese. La consigliera torna poi sul tema della riorganizzazione dei plessi scolastici, soffermandosi in particolare sul caso di Chiesanuova. Ricorda che la relazione predisposta dai dirigenti scolastici individuava un percorso preciso di razionalizzazione, fondato sul calo demografico e sulle criticità strutturali degli edifici, e che proprio Chiesanuova avrebbe dovuto rappresentare il primo passo di questo processo. Per Merlini, invece, il percorso si è interrotto, lasciando in vita una scuola elementare che definisce “monca”, con un numero molto ridotto di alunni e classi incomplete. Una situazione che, osserva, pone interrogativi non solo sotto il profilo dei costi, ma anche della qualità dell’esperienza educativa, della socializzazione e dell’apprendimento, aspetti che risentono inevitabilmente di classi con pochissimi bambini. Giuseppe Maria Morganti (Libera) chiede di poter esaminare al più presto i piani di studio del nuovo Liceo delle Scienze Umane e dell’Istituto di Istruzione e Formazione Professionale, definendo quest’ultimo un passaggio di grande valore per il sistema scolastico. Propone inoltre di rafforzare il Liceo Classico introducendo insegnamenti legati alla cultura e all’identità sammarinese, così da renderlo più attrattivo. Sostiene poi il rafforzamento delle figure di sistema e richiama l’importanza della formazione continua dei docenti. Sul tema della denatalità invita infine a valutare modelli innovativi come le classi aperte, ritenendoli una possibile risposta alla diminuzione degli alunni senza ricorrere esclusivamente alla chiusura dei plessi. Nella replica il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini difende la scelta adottata per Chiesanuova, spiegando che il forte calo delle nascite rendeva inevitabile una riorganizzazione e che la soluzione individuata ha consentito di mantenere comunque un presidio scolastico sul territorio, evitando la chiusura totale della scuola. Conferma inoltre l’intenzione di sviluppare nuovi indirizzi formativi collegati alle vocazioni economiche del Paese e ribadisce che la riforma complessiva della scuola procederà attraverso interventi normativi progressivi, tra cui quello dedicato alle figure di sistema. Sul tema delle classi aperte precisa infine che è in corso un confronto tecnico e pedagogico e che vengono analizzate anche esperienze maturate in altri territori colpiti dallo spopolamento, pur ricordando che San Marino dispone di condizioni organizzative e logistiche che consentono di affrontare la riorganizzazione della rete scolastica in modo più efficace.
Al comma 3 si tiene l’Audizione del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Musicale circa le segnalazioni di criticità inoltrate in una nota indirizzata al Segretario di Stato per l’Istruzione e per conoscenza al Presidente della Commissione. Il presidente Giacomo Volpinari ripercorre il lavoro svolto dall’insediamento del nuovo Cda nel 2020, spiegando che fin dall’inizio l’obiettivo è stato affrontare alcune criticità strutturali che si trascinavano da molti anni. Individua due priorità: la mancanza di una sede stabile, problema in parte superato con l’assegnazione dell’attuale edificio nel 2022, e soprattutto la necessità di una profonda riforma normativa dell’Istituto, ferma da decenni. Volpinari ricorda che la prima proposta di riforma è stata presentata nel 2021 e che negli anni successivi si è sviluppato un lungo confronto con Segreterie di Stato, Funzione Pubblica, Finanza Pubblica e altri soggetti istituzionali, fino ad arrivare al nuovo decreto. Pur definendolo un passo avanti, evidenzia che restano ancora aperte questioni importanti, a partire dall’organizzazione dell’ente e dall’inquadramento del personale docente, tuttora regolato da un contratto risalente al 1993 e ormai non più adeguato alle esigenze attuali dell’Istituto. Nel suo intervento Volpinari sottolinea come, in oltre trent’anni, l’Istituto Musicale sia profondamente cambiato, passando da una realtà orientata alla preparazione per i conservatori tradizionali a una struttura che oggi offre percorsi preaccademici, attività di propedeutica musicale, progetti educativi e iniziative rivolte anche al sociale. Nonostante l’assenza di una struttura amministrativa adeguata e di personale dedicato, spiega che sono stati avviati nuovi corsi, collaborazioni con l’Ospedale di Stato, attività in pediatria, progetti editoriali, gemellaggi internazionali e numerose iniziative formative. Ricorda inoltre che, fino a tempi recenti, molte attività amministrative, comprese buste paga e gestione organizzativa, sono ricadute direttamente sul presidente del Consiglio di amministrazione, una situazione che definisce insostenibile per un ente pubblico. Accoglie positivamente l’arrivo delle prime nuove risorse amministrative, ma ribadisce la necessità di costruire una struttura stabile e autonoma, capace di funzionare indipendentemente dalle persone che ricoprono temporaneamente gli incarichi. A sostegno della richiesta di intervento, Volpinari ricorda anche i numeri dell’Istituto, che conta oltre 550 iscritti, 35 docenti, circa sette-otto dipendenti non docenti e, solo nel 2024, ha coinvolto oltre 2.084 bambini e circa 350 insegnanti delle altre scuole sammarinesi attraverso attività formative. Conclude sostenendo che l’Istituto Musicale possiede un grande potenziale ancora inespresso e che, grazie alle sue caratteristiche, potrebbe diventare un punto di riferimento unico nel panorama italiano. La richiesta rivolta alla politica, precisa, non nasce dalla volontà di aprire uno scontro istituzionale, ma dall’esigenza di ottenere gli strumenti organizzativi, amministrativi e normativi necessari affinché l’Istituto possa finalmente operare in modo stabile e sviluppare pienamente il proprio ruolo culturale e formativo.
Carlotta Andruccioli (D-ML) definisce l’Istituto Musicale un presidio fondamentale per la cultura e la formazione del Paese. Sottolinea la necessità di risolvere le criticità legate alla sede, all’organizzazione amministrativa e all’inquadramento del personale, auspicando che si individuino rapidamente soluzioni concrete e manifestando rammarico per la possibilità che la presidenza possa lasciare l’incarico per la mancanza delle condizioni necessarie a operare. Marco Mularoni (PDCS) ringrazia il personale e il Consiglio di amministrazione per l’impegno profuso, osservando che l’Istituto rappresenta un’eccellenza che necessita di strumenti organizzativi più adeguati rispetto a quelli previsti per il resto della pubblica amministrazione. Donatella Merlini (PSD) evidenzia il ruolo svolto negli anni dall’Istituto anche nella formazione degli insegnanti della scuola elementare e si sofferma soprattutto sulla carenza della struttura amministrativa, ritenendo indispensabile rafforzarla per garantire una gestione adeguata di un ente sostenuto da risorse pubbliche. Chiede quindi un approfondimento rapido sulle problematiche illustrate. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) ringrazia l’Istituto per il lavoro svolto sul territorio e domanda chiarimenti sulla copertura dei profili amministrativi e sul futuro del personale docente. Evidenzia il valore educativo della musica e invita la Commissione ad accompagnare l’Istituto nell’individuazione delle soluzioni necessarie senza ulteriori ritardi. Enrico Carattoni (RF) concentra il proprio intervento sugli aspetti organizzativi, chiedendo aggiornamenti sulla copertura delle figure amministrative, sulle modalità di reclutamento previste dal decreto e sulla futura gestione del personale docente, soffermandosi anche sulla necessità di garantire una struttura amministrativa stabile per assicurare una corretta gestione dei bilanci pubblici. Barbara Bollini (PDCS) richiama il valore storico e culturale dell’Istituto Musicale, sottolineando l’importanza del lavoro svolto in oltre cinquant’anni di attività. Ringrazia il presidente e il Consiglio di amministrazione, ricorda il ruolo dell’Istituto nella formazione di tanti giovani e auspica che venga aperto rapidamente un tavolo di confronto per affrontare le criticità legate alla sede, all’organizzazione e alle risorse necessarie per garantirne il futuro. Giuseppe Maria Morganti (Libera) paragona l’Istituto Musicale all’Università di San Marino, ritenendo che oggi svolga un ruolo molto simile come ente pubblico di formazione. Pur riconoscendo che alcune criticità amministrative sembrano già avviate a soluzione, invita a concentrarsi soprattutto sull’inquadramento del personale docente, ricordando che problematiche analoghe hanno interessato anche l’Università. Respinge inoltre qualsiasi ipotesi di dimissioni del Consiglio di amministrazione, affermando che l’obiettivo della Commissione deve essere quello di risolvere i problemi e mettere l’Istituto nelle condizioni di sviluppare pienamente il proprio potenziale. Maria Katia Savoretti (RF) auspica che l’audizione rappresenti solo l’inizio di un percorso di approfondimento, ricordando di conoscere molte delle criticità emerse per aver fatto parte in passato del Collegio sindacale dell’Istituto. Sottolinea la crescita registrata negli ultimi anni e riconosce che, insieme allo sviluppo dell’attività, sono aumentati anche i problemi organizzativi.
Nel finale vengono letti i riferimenti su quattro Istanze d’Arengo.





