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Attualità

San Marino tra i Paesi più longevi al mondo, ma cresce il divario con gli anni vissuti in salute

Si vive sempre più a lungo, ma non tutti gli anni guadagnati sono anni vissuti in piena salute. È il quadro che emerge per San Marino da uno studio pubblicato su The Lancet Public Health, che mette a confronto speranza di vita e anni trascorsi senza particolari problemi di salute.

Nel 2023 sul Titano la speranza di vita ha raggiunto 85,1 anni, secondo valore più alto tra i Paesi e territori analizzati, dietro soltanto a Singapore. Molto alto anche il dato sulla vita in buona salute: 72,2 anni, che vale a San Marino il terzo posto mondiale.

Tra i due valori restano però 12,9 anni di differenza. È il cosiddetto “morbidity gap”, cioè il periodo di vita che mediamente viene trascorso con malattie, disabilità o condizioni di salute non ottimali. Nel 1990 il divario era di circa 10,2 anni.

In poco più di trent’anni, infatti, la vita media sammarinese è cresciuta di 6,7 anni, mentre quella in buona salute è aumentata di 4,1 anni. Significa che la longevità è avanzata più rapidamente rispetto alla capacità di mantenersi in salute fino alle età più avanzate.

La differenza è più marcata tra le donne: nel 2023 la speranza di vita femminile arriva a 87,2 anni, contro gli 83,2 degli uomini. Gli anni in buona salute sono invece 72,8 per le donne e 71,7 per gli uomini. Il divario sale quindi a 14,3 anni per le donne e a 11,5 per gli uomini.

Il dato sammarinese segue una tendenza mondiale. Tra il 1990 e il 2023 il divario medio globale tra vita totale e vita in buona salute è passato da 8,8 a 10,7 anni. Lo studio segnala un aumento in 203 dei 204 Paesi e territori analizzati, confermando che la vera sfida non è più soltanto vivere più a lungo, ma riuscire a farlo restando in buona salute per più anni possibile.