Nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale, Dalibor Riccardi (Libera) interviene partendo dal ricordo di Matteo Fiorini e dal tema della difesa della democrazia, esprimendo solidarietà alla consigliera indipendente Pelliccioni. Riccardi guarda poi alle prossime sfide politiche, a partire dalla firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea, definito un punto di partenza e non di arrivo, e richiama maggioranza e Governo alla necessità di maggiore coraggio nelle scelte. Di seguito l’intervento integrale.
Dalibor Riccardi (Libera): In apertura, ovviamente, mi accodo anch’io nel fare le sentite condoglianze alla famiglia di Matteo Fiorini, un ragazzo che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente prima fuori da quest’Aula e poi anche all’interno di quest’Aula. Credo che chi è intervenuto prima di me abbia spiegato bene chi era Matteo e quindi mi unisco anch’io nel profondo cordoglio alla famiglia. Matteo era una persona che in politica combatteva per i suoi ideali e i suoi valori, fra cui in primis la libertà e la democrazia. Una democrazia che viene sempre più messa alla prova sia dentro sia fuori dai nostri confini. E qui allargo il discorso e vorrei cercare di spiegare meglio quello che sto dicendo rispetto a ciò che avviene all’interno dei nostri confini, perché penso che quello che abbiamo letto tutti su ciò che è avvenuto fra la consigliera indipendente Pelliccioni e il partito politico che rappresentava, dal mio punto di vista, debba essere qualcosa che deve far riflettere. Lo dico perché alla consigliera Pelliccioni va la mia piena solidarietà e credo che, se questa è l’idea di democrazia all’interno dell’Aula da parte del partito Domani – Motus Liberi, dal mio punto di vista anche questa rappresenti una minaccia alla democrazia stessa. Dico che la democrazia viene messa alla prova anche riallacciandomi a un ragionamento iniziale fatto dal collega Matteo Zeppa nel suo intervento. Quando si notano certi partiti e certe coalizioni che puntano ad andare al Governo, sia vicino ai nostri confini sia un po’ più lontano, e che nei loro programmi parlano di riaffermazione delle etnie pure e inseriscono, ad esempio, programmi scolastici per persone portatrici di disabilità, dal mio punto di vista vengono sinceramente un po’ i brividi. Credo che questo debba portare a una profonda riflessione e che probabilmente tutte le forze politiche che magari la pensano in maniera un po’ diversa sul concetto di democrazia debbano fare delle riflessioni. Credo che esprimere dentro quest’Aula quelli che sono i valori, gli ideali e i principi che una forza politica vuole rimarcare sia un modo utile per segnalare ed evidenziare determinate situazioni che, ripeto, dal mio punto di vista meritano una riflessione. Abbiamo avuto tutti modo di riposare nel periodo di agosto e credo che adesso dobbiamo ripartire. Qui penso sia utile tornare nei panni di un consigliere di maggioranza, guardando a quelle che sono le sfide che ci attendono da qui a questo inverno e anche alla prossima estate. Sì, è vero, siamo alla firma imminente dell’Accordo di associazione e io l’ho detto più volte e lo confermo ancora: non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza che ci dovrà vedere, con coraggio, forza e concretezza, concludere questo passaggio per dare gambe e struttura a un percorso che dovrà vedere questo Paese sfruttare le condizioni e le occasioni nel miglior modo possibile. È un punto di partenza e non di arrivo. Lo ripeto nuovamente perché credo che sia un discorso assolutamente utile e importante e un richiamo che dobbiamo fare a noi tutti dentro quest’Aula, perché questo passaggio andrà oltre le maggioranze che ci sono al momento, andrà oltre il Governo che c’è oggi. Credo quindi che dobbiamo lavorare tutti insieme per sfruttare al meglio l’occasione di questo Accordo, perché è qualcosa che abbiamo fortemente voluto come forze presenti all’interno di quest’Aula e che adesso deve essere concretizzato al meglio. Una concretezza e un coraggio che credo questo Governo e questa maggioranza abbiano dimostrato in tanti provvedimenti durante questa legislatura, mentre altre volte questo coraggio e questa forza devono essere confermati, sia nei programmi e nei progetti di legge che arriveranno in quest’Aula, sia in quelli che arrivano già oggi. Magari ci sarà occasione di parlarne più avanti, perché lo dico già: per quanto riguarda la legge sulla famiglia, credo che si potesse fare qualcosina in più e, con un po’ di coraggio in più, forse si sarebbe potuti arrivare a un risultato ancora più concreto e importante. Chiudo, Eccellenze, con un messaggio che deve essere di speranza. La speranza deve essere data dall’equilibrio, dalla voglia di fare delle scelte e dal coraggio che bisogna saper imprimere sempre, indipendentemente da dove ci si trovi all’interno dell’Aula, senza se e senza ma. Chiudo perché credo che questo fosse anche il pensiero di Matteo e quindi, nel suo ricordo, rinnovo le sentite condoglianze a tutta la sua famiglia.
