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Attualità

Libera: «Nuovi comandanti, la scelta non sia lasciata a logiche estranee al merito»

Il prossimo ricambio ai vertici dei Corpi di polizia sammarinesi dovrà essere affrontato puntando su merito, competenza e trasparenza. È la posizione espressa da Libera, che interviene sul futuro della Gendarmeria, della Guardia di Rocca e della Polizia Civile alla luce dell’uscita annunciata del comandante della Gendarmeria Maurizio Faraone e dell’avvicinarsi alla pensione degli altri due comandanti, Massimo Ceccoli e Werter Selva.

“La sicurezza e l’ordine pubblico sono valori fondamentali per una comunità, e su questo fronte San Marino vanta livelli difficilmente riscontrabili altrove: merito del lavoro quotidiano di Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile, tre corpi diversi per storia e ordinamento ma accomunati dalla stessa missione di tutela dei cittadini e delle istituzioni”, si legge nel comunicato di Libera.

Il primo passaggio riguarderà la Gendarmeria. “Il Comandante della Gendarmeria, Generale Maurizio Faraone, ha manifestato la volontà di porre termine al proprio servizio, aprendo ora un capitolo delicato”, riporta il partito. Libera ricorda che Faraone è alla guida dell’Ufficio Interpol dal 2007 e al comando del Corpo dal 2015, sottolineando la rete di rapporti costruita con le forze di polizia straniere. “A lui va il plauso e il sincero ringraziamento per l’impegno e la dedizione dimostrati in tutti questi anni: un patrimonio di esperienza e relazioni che rappresenta un valore per il nostro sistema e che merita di trovare continuità”.

Il tema, tuttavia, non riguarda soltanto la Gendarmeria. “Non si tratta però di un caso isolato. Anche i Comandanti della Guardia di Rocca, Dott. Massimo Ceccoli, e della Polizia Civile, Dott. Werter Selva, si avvicinano ai requisiti per il pensionamento”, prosegue il comunicato. Libera richiama quindi l’evoluzione delle funzioni della Guardia di Rocca, anche in ambito investigativo e di ordine pubblico, e quelle della Polizia Civile, che nel tempo ha assunto incarichi anche di Polizia Giudiziaria.

La prospettiva è dunque quella di un ricambio ravvicinato alla guida di tutti e tre i Corpi. “Nel giro di poco tempo, dunque, la Repubblica si troverà a dover rinnovare contemporaneamente i vertici dei tre corpi che presidiano il territorio, ciascuno cresciuto negli anni verso competenze sempre più specialistiche. Un passaggio importante per l’intero sistema della sicurezza sammarinese, che deve essere affrontato preservando e rafforzando l’identità e le specificità che ciascun Corpo ha maturato nel tempo”, sottolinea Libera.

Il partito collega questa fase anche agli investimenti sulle strutture destinate alla sicurezza, richiamando lo sblocco del Polo della Sicurezza. “La centrale operativa non avrà più collocazione al Kursaal, ma troverà spazio nell’ex Forcellini”, si legge nella nota. Secondo Libera, il trasferimento permetterà sia di recuperare spazi all’interno del centro congressi sia di mettere a disposizione della Gendarmeria e degli altri uffici una sede operativa adeguata alle esigenze future.

Sul piano organizzativo, Libera insiste sulla necessità di mantenere identità e competenze distinte, evitando sovrapposizioni. “Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile costituiscono infatti tre presìdi fondamentali del sistema di sicurezza della Repubblica, ciascuno con una propria identità, specifiche competenze e precise responsabilità. Un assetto che deve continuare a fondarsi sulla chiara definizione delle funzioni attribuite a ciascun Corpo, evitando sovrapposizioni e assicurando, al tempo stesso, la piena collaborazione nell’interesse della sicurezza del Paese”.

È soprattutto sulle future nomine, però, che arriva il richiamo politico più netto. “Per questo, di fronte a un rinnovo così ravvicinato delle figure apicali, la scelta dei nuovi Comandanti non può essere lasciata al caso, né tantomeno a logiche estranee al merito. Servono integrità, competenza e autorevolezza pari a quelle finora dimostrate: qualità che si riconoscono, non si assegnano”, afferma Libera.

Il partito richiama infine i regolamenti dei singoli Corpi e le norme deontologiche della funzione pubblica, ritenendoli strumenti attraverso i quali procedere all’individuazione dei nuovi vertici “con la massima trasparenza”.

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