RETE attacca la riforma del Regolamento: “Così si riduce il ruolo delle opposizioni”

da | 23 Giu 2026

Duro attacco di RETE contro il progetto di legge presentato dalla maggioranza per modificare il Regolamento del Consiglio Grande e Generale. Secondo il movimento di opposizione, le modifiche proposte rischiano di ridurre gli spazi di confronto democratico e di limitare il ruolo delle minoranze consiliari.

Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, RETE contesta innanzitutto il metodo seguito per portare avanti la riforma. “Se la maggioranza condividesse davvero i propri provvedimenti normativi, accettasse il confronto e fosse disposta a discutere nel merito le proprie scelte, non avrebbe bisogno di mettere mano alle regole democratiche per ridurre la voce delle opposizioni”, afferma il movimento.

Secondo RETE, la scelta di intervenire sul Regolamento senza passare dalla Commissione per le Riforme Istituzionali rappresenterebbe un elemento particolarmente critico. “Ha scelto la strada del colpo di mano: bypassare la Commissione per le Riforme Istituzionali e depositare un Progetto di Legge per modificare il Regolamento Consiliare, riducendo i tempi di intervento, di presentazione degli emendamenti e di controllo in Consiglio Grande e Generale”, si legge nella nota.

Il movimento contesta anche la motivazione dell’efficientamento dei lavori parlamentari avanzata dalla maggioranza. “Lo chiamano efficientamento, ma sembra più un provvedimento bavaglio”, sostiene RETE, secondo cui l’iniziativa sarebbe una reazione all’attività di controllo svolta dall’opposizione.

Nel documento vengono richiamati diversi episodi della recente vita politica sammarinese, dal cosiddetto caso bulgaro relativo alla vendita della Banca di San Marino alla vicenda del DES, fino alle polemiche sul caso pedofilia. Temi sui quali, secondo il movimento, l’azione delle opposizioni avrebbe contribuito a mantenere alta l’attenzione pubblica.

RETE sostiene che il dibattito consiliare e il confronto tra maggioranza e opposizione abbiano svolto in passato un ruolo determinante nell’emersione di criticità e problemi. A questo proposito viene richiamata la vicenda del 2017 legata al cosiddetto piano Confuorti. “Anche grazie al dibattito consiliare e agli interventi dell’opposizione in Aula, fu possibile denunciare storture, sventare il piano di Confuorti e aprire gli occhi a una parte della maggioranza che stava portando San Marino verso un disastro”, afferma il movimento.

Per RETE, la modifica delle regole che disciplinano il funzionamento del Consiglio non può essere affrontata come una questione tecnica. “Non si tratta di dettagli tecnici, ma del funzionamento stesso della democrazia, del ruolo del Consiglio e della sua funzione di controllo sull’azione del Governo”, si legge nella nota.

Il movimento annuncia quindi la propria opposizione al progetto di legge. “RETE non accetterà mai una riforma costruita per blindare la maggioranza e le sue scelte”, afferma il comunicato, che richiama anche il rischio di nuove interferenze esterne nella vita politica del Paese.

La presa di posizione si conclude con un appello al confronto tra tutte le forze politiche. “Le regole della democrazia si discutono insieme. Riscriverle a colpi di maggioranza significa calpestare il confronto e trattare il Consiglio come un ostacolo da aggirare”, conclude RETE.

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