Read in English
Attualità

Regolamento consiliare, Rete: “Non si può mettere un timer alla democrazia”

Rete torna all’attacco sulla riforma del Regolamento consiliare, approdata in Aula per la seconda lettura. Nel mirino del movimento resta la cosiddetta “tagliola”, il meccanismo che consentirebbe, trascorso un determinato periodo, di chiudere la discussione degli articoli e accorpare in un’unica votazione gli emendamenti non ancora esaminati.

“Il testo di modifica al Regolamento Consiliare approdato in Aula per la seconda lettura contiene un passaggio che rappresenta un vero e proprio attentato alla democrazia parlamentare” – sostiene il capogruppo di Rete –. Secondo il movimento, il lavoro di revisione svolto dalla maggioranza non sarebbe ancora sufficiente a garantire pienamente le prerogative dei consiglieri.

Rete riconosce comunque i passi indietro compiuti rispetto alla prima versione del progetto. “Dall’impianto legislativo originario sono state cancellate le norme più odiose, quelle che tagliavano i tempi di intervento e arrivavano perfino a prevedere un vaglio preventivo sugli emendamenti”, si legge nella nota. Resta però da eliminare quella che il movimento definisce “la vergogna della cosiddetta Tagliola”.

“In altre parole, per malintese ragioni di efficienza dei lavori, si ‘taglia corto’, limitando drasticamente uno strumento democratico a disposizione dell’opposizione – qualunque essa sia – e, talvolta, anche della maggioranza, che allo scadere del tempo imposto verrebbe privata dello spazio politico necessario per qualunque genere di contributo”, afferma Rete.

Il movimento sottolinea inoltre che l’utilizzo di questo strumento potrebbe produrre conseguenze anche per le forze che oggi compongono la maggioranza. “Oggi questa scorciatoia può sembrare comoda a chi governa, ma in politica, prima o poi, all’opposizione ci si va tutti. Limitare le prerogative democratiche del dibattito parlamentare è, a nostro giudizio, un grave errore”.

Secondo Rete, l’allungamento dei tempi della discussione rappresenta uno degli strumenti a disposizione delle opposizioni per costringere governi e maggioranze al confronto. “In più occasioni, negli anni, è stato proprio il lavoro dell’opposizione, attraverso il dibattito e la presentazione degli emendamenti, a scoperchiare altarini, far emergere criticità e mettere in luce forzature e scelte che dovevano essere fermate o radicalmente corrette”.

Il movimento richiama, tra gli esempi, le discussioni sulle Leggi finanziarie, sul Des e sulle vicende legate al finanziere Francesco Confuorti. “Il fatto che nel testo siano stati eliminati alcuni bavagli non ci rassicura affatto, se non si chiude il cerchio eliminando dall’impianto anche questa vergognosa ‘Tagliola’”, prosegue la nota.

“Prima di inserire nel Regolamento uno strumento che impedisce la discussione e limita il confronto democratico, bisogna riflettere a fondo. Il confronto non è tempo perso. Non si può mettere un timer alla democrazia, pena il rischio di provocare gravi sconquassi nel sistema delle garanzie democratiche”, conclude Rete, annunciando che continuerà a contestare il provvedimento in Aula e auspicando un intervento anche da parte di esponenti della maggioranza.