La Russia sostiene di aver intercettato nella notte 660 droni ucraini, in quello che, secondo quanto riferisce Ansa, sarebbe uno degli attacchi più imponenti dall’inizio del conflitto. Il Ministero della Difesa di Mosca afferma che i velivoli sono stati abbattuti in oltre dieci regioni del Paese, oltre che sulla Crimea, nel Mar Nero e nel Mar d’Azov.
Come riporta Ansa, il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha dichiarato che 47 droni diretti verso la capitale sono stati intercettati senza provocare vittime. Nella regione di Tula, invece, una donna è rimasta ferita dopo che un’abitazione è stata danneggiata dalla caduta di detriti.
Sempre secondo Ansa, esplosioni sono state segnalate anche nella zona di Kerch, in Crimea, dove sarebbe scoppiato un incendio nei pressi del porto dei traghetti. Per motivi di sicurezza è stato nuovamente chiuso il ponte di Kerch, mentre altri boati sono stati segnalati nell’area dell’aeroporto militare di Saky.
Sul piano internazionale cresce intanto la preoccupazione. Ansa riferisce che il Guardian, citando fonti occidentali, parla del timore che la Russia possa preparare una provocazione nei confronti dei Paesi baltici o della Polonia per mettere alla prova la coesione della Nato. Secondo l’intelligence lettone non si tratterebbe di un’invasione su larga scala, ma di un’azione limitata ad alta tensione.





