Il Medio Oriente continua a vivere ore di forte tensione nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Secondo fonti americane citate da Reuters, l’intesa sarebbe entrata in vigore nel pomeriggio grazie a una mediazione condotta da Stati Uniti, Qatar e Iran. Tuttavia, poche ore dopo l’avvio della tregua, dal Libano sono arrivate segnalazioni di nuovi bombardamenti israeliani nel sud del Paese e di continui sorvoli di droni nelle aree interessate dal conflitto.
L’esercito israeliano ha confermato che le proprie forze continueranno a operare nel Libano meridionale fino a nuove disposizioni. Il governo di Benjamin Netanyahu sostiene che le operazioni siano una risposta alle violazioni della tregua attribuite a Hezbollah. Dal canto suo, il movimento sciita nega ogni responsabilità e accusa Israele di non aver mai rispettato gli accordi di cessate il fuoco sottoscritti negli ultimi anni.
Il bilancio della giornata è pesante. Il Ministero della Salute libanese ha riferito che i raid israeliani hanno causato almeno 47 vittime prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco. Nelle stesse ore l’Idf ha reso noto che quattro militari israeliani sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah nel sud del Libano.
Sul piano diplomatico si registra invece una brusca frenata nei rapporti tra Washington e Teheran. I colloqui che avrebbero dovuto svolgersi in Svizzera tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati a tempo indeterminato. La decisione è arrivata dopo la cancellazione della missione del vicepresidente americano JD Vance e mentre proseguivano le ostilità in Libano. Secondo fonti diplomatiche, Teheran avrebbe chiesto garanzie sulla cessazione delle operazioni militari israeliane prima di tornare al tavolo negoziale.
Nel frattempo l’Iran ha annunciato nuove misure per il traffico marittimo nello strategico Stretto di Hormuz. Le navi che intendono attraversarlo dovranno richiedere l’autorizzazione almeno 48 ore prima del transito e coordinarsi con le autorità iraniane. La decisione arriva mentre il traffico commerciale nello stretto ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi mesi, tornando a crescere dopo l’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran.
Le tensioni restano alte anche sul piano politico. Da Teheran arrivano nuove minacce di una risposta “schiacciante” in caso di violazione delle proprie linee rosse, mentre da Israele diversi esponenti del governo chiedono un ulteriore inasprimento delle operazioni militari contro Hezbollah. Uno scenario che continua a rendere estremamente fragile qualsiasi prospettiva di stabilizzazione nella regione.





