Lavoro su piattaforme e tutele, USL protagonista alla Conferenza ILO di Ginevra

da | 22 Giu 2026

L’Unione Sammarinese dei Lavoratori ha preso parte alla 114ª Conferenza Internazionale del Lavoro organizzata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale sui temi del lavoro, dei diritti dei lavoratori e delle relazioni industriali.

A rappresentare la sigla sindacale sammarinese è stato Ricardo Ceccoli, che ha partecipato ai lavori della Conferenza nel ruolo di capo-delegazione delle organizzazioni sindacali della Repubblica di San Marino.

Nel comunicato l’USL sottolinea l’importanza della presenza sammarinese all’interno dei principali organismi internazionali del lavoro. “Nel contesto in cui viviamo non è pensabile fare Sindacato senza fare rete. Per questo motivo USL prende sempre parte all’annuale appuntamento di ILO a Ginevra”, evidenzia il sindacato.

Dialogo sociale e parità di genere al centro dei lavori

Tra i temi affrontati durante la Conferenza, particolare rilievo è stato attribuito al dialogo sociale tra governi, sindacati e associazioni datoriali, considerato uno degli strumenti fondamentali per affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle politiche per la parità di genere, mentre uno degli argomenti più discussi ha riguardato il lavoro svolto attraverso piattaforme digitali, settore in forte espansione in tutto il mondo.

Proprio su questo tema è stata approvata una nuova Convenzione accompagnata da una Risoluzione dedicate al lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme.

La nuova Convenzione sul lavoro nelle piattaforme

Ricardo Ceccoli ha spiegato le difficoltà incontrate durante il negoziato internazionale. “Un lavoro non facile e che rischiava di non essere portato a termine. Il mandato era quello di redigere sia una Convenzione che una Raccomandazione, quest’ultima invece è stata rimandata al prossimo futuro. Per trovare un accordo su un testo condiviso, si è lavorato anche la notte dell’ultimo giorno disponibile, fino al mattino alle 6”.

Secondo Ceccoli, il tema è particolarmente delicato perché coinvolge categorie di lavoratori spesso prive di adeguate garanzie. “Si tratta di un tema molto sentito perché riguarda i lavoratori più fragili e le loro tutele, ad oggi quasi inesistenti in alcun Paesi e questo è anche il motivo per cui è stato fatto notare che il ruolo della UE avrebbe dovuto essere ben più incisivo, vista anche la normativa esistente e i passi già compiuti”.

Nel suo intervento il rappresentante dell’USL ha evidenziato come, soprattutto nei Paesi extraeuropei, le condizioni di lavoro possano risultare particolarmente critiche. “Nei Paesi extra UE chi lavora nelle piattaforme non ha adeguate tutele, si lavora un numero di ore spropositato, senza pause, ricevendo paghe ben al di sotto di quel che è da ritenere dignitoso”.

Tra gli esempi citati vi sono anche le attività legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “Si pensi a tutti coloro che addestrano la IA ad associare un nome ad una immagine ma gli esempi potrebbero essere molteplici e il lavoro su piattaforma sta dilagando anche da noi”.

Algoritmi e controllo del lavoro

Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda il ruolo degli algoritmi nella gestione delle prestazioni lavorative. “Per questi generi di lavori le prestazioni e i relativi compensi vengono definiti da algoritmi che mettono pressione ai lavoratori i quali, se non mantengono un determinato livello di efficienza o si permettono di rifiutare una commessa, non vengono mai più richiamati”.

Ceccoli richiama anche le conseguenze che questo modello può avere sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. “C’è anche chi per mantenere gli elevati ritmi richiesti, ha rischiato di perdere la vita o l’ha persa”.

Tra le novità introdotte dalla Convenzione figura l’obbligo per le piattaforme di informare preventivamente lavoratori e organizzazioni sindacali sull’utilizzo dei sistemi automatizzati di controllo. “La Convenzione prevede che le piattaforme dovranno informare preventivamente i lavoratori e i sindacati sull’uso di sistemi automatizzati di monitoraggio e valutazione”.

“Investire sul capitale umano”

Pur giudicando positivo il risultato raggiunto, l’USL ritiene che le nuove disposizioni rappresentino soltanto un primo passo. Nel comunicato si osserva infatti che le tutele previste risultano ancora limitate e che il tema richiede ulteriori riflessioni sul futuro del lavoro.

“Si tratta comunque di tutele ancora troppo blande che devono necessariamente suscitare una riflessione sul mondo del lavoro”, afferma il sindacato.

La conclusione è un invito a riportare al centro le persone. “Forse più che investire in costosi algoritmi – anche in termini di sostenibilità ambientale – che nel lungo termine rischiano di distruggere la reputazione delle aziende, si dovrebbe tornare ad investire sul capitale umano e sul relativo benessere, considerato anche e soprattutto che da questo dipende la tanto agognata produttività”.

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