Donald Trump lascia aperta la possibilità di nuovi attacchi contro l’Iran, mentre Teheran avverte che reagirà in caso di un’altra offensiva americana.
Alla domanda sui possibili raid, il presidente degli Stati Uniti ha risposto: “Se avessi intenzione di farlo, ve lo direi?”. Ha poi aggiunto: “Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti”.
Tra i possibili obiettivi Trump ha citato Pickaxe Mountain, indicato come un presunto complesso nucleare sotterraneo. Ha comunque assicurato che Washington non ha fretta di riprendere le operazioni militari.
Sul fronte diplomatico, il presidente sostiene che Teheran voglia un accordo, ma mette in dubbio l’affidabilità degli interlocutori: “Le trattative stanno andando bene, ma non sono molto affidabili. Fanno un accordo e poi si tirano indietro”.
Qatar e Pakistan proseguono la mediazione per favorire la ripresa dei colloqui diretti ed evitare un’escalation dopo le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre.
Dall’Iran arriva la replica di Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale: “Se non puniamo Trump e gli Stati Uniti, domani altri Paesi penseranno che attaccare l’Iran non comporti conseguenze”.
Rezaei avverte che un nuovo attacco provocherebbe “colpi devastanti” e aggiunge: “se scoppiasse una guerra, la risposta dell’Iran sarebbe decisiva”.
