L’intelligenza artificiale deve tornare al centro del dibattito politico sammarinese. È la posizione espressa dai Giovani Democratico Cristiani, che in una nota intervengono sul tema dopo le recenti iniziative normative adottate dall’Italia per regolamentare l’utilizzo dell’IA.
I GDC spiegano di aver seguito “con interesse le importanti novità normative adottate dall’Italia in materia di Intelligenza Artificiale”, sottolineando come il Paese confinante abbia scelto di affrontare “una delle più grandi sfide del nostro tempo: governare l’innovazione, regolamentandola e mettendola al servizio dei cittadini”. Secondo il movimento giovanile, l’obiettivo è quello di garantire “uno sviluppo dell’intelligenza artificiale trasparente, sicuro, etico e orientato alla persona, in coerenza con il quadro europeo definito dall’AI Act”.
Nel comunicato viene evidenziato come l’Europa stia lavorando da anni per costruire un sistema di regole capace di accompagnare lo sviluppo tecnologico senza sacrificare le garanzie per i cittadini. “L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura: è già una realtà che sta trasformando il mondo del lavoro, la pubblica amministrazione, la sanità, l’istruzione e il modo stesso in cui i cittadini interagiscono con le istituzioni”, si legge nella nota.
I Giovani Democratico Cristiani ricordano inoltre che il tema era già stato portato all’attenzione delle istituzioni sammarinesi nel 2024. “Come Giovani Democratico Cristiani guardiamo a questi sviluppi con attenzione e con la consapevolezza che San Marino non può permettersi di rincorrere il cambiamento”, affermano, ricordando che “nel 2024 avevamo infatti promosso e sostenuto un’Istanza d’Arengo finalizzata ad avviare un percorso normativo per regolamentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel nostro Paese”.
Secondo i GDC, l’approccio corretto consiste nel considerare l’IA come un’opportunità da governare. “La nostra convinzione era ed è tuttora semplice: l’intelligenza artificiale non deve essere vista come una minaccia, ma come uno strumento che, se correttamente governato, può migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini”, scrivono.
Nel documento vengono citati alcuni dei principali ambiti nei quali l’intelligenza artificiale potrebbe trovare applicazione. Per quanto riguarda la scuola, i GDC ritengono che possa diventare “un valido supporto per studenti e insegnanti, favorendo percorsi di apprendimento personalizzati e nuovi strumenti didattici”. In sanità potrebbe contribuire a migliorare “la prevenzione, la gestione dei dati clinici e l’efficienza dei servizi”, mentre nella pubblica amministrazione potrebbe favorire “processi più rapidi, meno burocrazia e servizi più accessibili ai cittadini”. Anche il sistema economico, secondo il movimento, potrebbe trarre beneficio dall’innovazione tecnologica attraverso un aumento della competitività e la creazione di nuove opportunità professionali.
I Giovani Democratico Cristiani evidenziano tuttavia la necessità di accompagnare questo processo con adeguate garanzie. “Naturalmente tutto questo richiede regole chiare, formazione adeguata e una visione politica capace di accompagnare il cambiamento”, affermano. Allo stesso tempo sottolineano che “non possiamo lasciare che siano soltanto i grandi attori tecnologici a decidere come queste tecnologie entreranno nelle nostre vite”, ribadendo che “è compito della politica definire i principi, fissare i limiti e creare le condizioni affinché l’innovazione sia realmente al servizio della persona”.
Da qui l’appello finale rivolto alle istituzioni sammarinesi. “Riteniamo come GDC che il tema dell’intelligenza artificiale debba tornare con forza nell’agenda politica sammarinese”, si legge nella conclusione del comunicato. Per il movimento giovanile “le istituzioni hanno il dovere di aprire una riflessione seria e concreta sul quadro normativo da adottare”, perché “il futuro è già iniziato: sta a noi decidere se esserne protagonisti o semplici spettatori”.





