Parte dal 12 agosto l’applicazione nei 27 Paesi dell’Unione europea del nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, il cosiddetto Ppwr, entrato in vigore nel febbraio 2025. La stretta sarà però graduale: le misure più incisive arriveranno soprattutto dal 2030, con nuovi obiettivi di riduzione dei rifiuti e limitazioni all’uso di alcuni imballaggi monouso.
La prima fase prevede una serie di obblighi più limitati. Tra questi figurano limiti ai Pfas negli imballaggi a contatto con gli alimenti, definizioni armonizzate a livello europeo per soggetti come fabbricanti e produttori e requisiti comuni di etichettatura per migliorare la tracciabilità.
L’obiettivo del regolamento è uniformare maggiormente le regole nei diversi Stati membri, superando progressivamente il precedente sistema basato sulla direttiva europea sugli imballaggi.
La parte più rilevante della riforma entrerà in vigore dal 2030. Tra i principali obiettivi sono previsti target di riduzione dei rifiuti da imballaggio pari al 5% entro il 2030, al 10% entro il 2035 e al 15% entro il 2040, prendendo come riferimento i livelli del 2018.
Sempre dal 2030 scatterà anche il requisito generale secondo cui gli imballaggi dovranno essere riciclabili, accompagnato dall’introduzione di classi di prestazione utili a stabilire il livello effettivo di riciclabilità.
Una delle novità più visibili riguarda gli imballaggi monouso in plastica. Dal 1° gennaio 2030 saranno vietate alcune tipologie oggi molto diffuse nella ristorazione e nell’accoglienza.
Tra gli esempi rientrano le bustine monodose di ketchup e maionese, le confezioni di zucchero e creme per il caffè, oltre alle boccette di shampoo, creme per le mani e prodotti per il corpo utilizzate negli hotel.
Il divieto interesserà anche alcune buste di plastica per frutta e verdura fresca preconfezionata sotto 1,5 chilogrammi e determinati contenitori monouso per alimenti e bevande riempiti e consumati direttamente all’interno di bar e ristoranti.
La nuova disciplina punta quindi a ridurre progressivamente il ricorso agli imballaggi usa e getta e a spingere verso soluzioni maggiormente riutilizzabili e riciclabili. Secondo le stime riportate da Bruxelles, circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea è destinata agli imballaggi.
La transizione non sarà quindi immediata, ma procederà per tappe: dal 12 agosto 2026 scattano i primi obblighi, mentre dal 2030 entrerà nel vivo la fase più restrittiva, con obiettivi di riduzione dei rifiuti e nuovi divieti per alcune delle confezioni monouso più diffuse.
