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Attualità

Il coraggio di scegliere – di Michele Muratori (Libera)

Proseguono gli appuntamenti con la rubrica di approfondimento curata da Michele Muratori, capogruppo di Libera, dedicata all’analisi dell’attualità politica, delle principali sfide istituzionali e dei temi di maggiore interesse per la Repubblica di San Marino.

C’è una sottile e profonda ironia nel modo in cui abbiamo raccontato la nostra libertà nel corso dei secoli. La storia della nostra Repubblica è da sempre la storia di un popolo tenace, capace di difendere i propri confini, la propria identità e la propria indipendenza politica di fronte alle grandi oscillazioni dell’Europa. Eppure, nei decenni più recenti, ci siamo spesso cullati nell’illusione che la sovranità potesse fermarsi alle questioni formali o istituzionali, dimenticandoci che l’autonomia reale di una comunità si misura ogni giorno su cose banalmente più concrete. Ci siamo abituati a considerare l’energia e l’acqua come presenze scontate e invisibili, risorse da delegare passivamente alle dinamiche dei mercati internazionali o alla benevolenza dei Paesi vicini, senza chiederci quale prezzo politico ed economico stessimo davvero pagando.

Quando le recenti tempeste geopolitiche e le crisi speculative hanno iniziato a scuotere il pianeta, il velo delle vecchie certezze è caduto improvvisamente. Il re è nudo qualcuno direbbe. E improvvisamente abbiamo toccato con mano la fragilità di un modello in cui le famiglie e le imprese rischiavano di rimanere in balia di decisioni prese altrove, vulnerabili a rincari improvvisi e all’instabilità delle fluttuazioni dei mercati globali. È stato un brusco risveglio che ci ha ricordato una verità fondamentale, ovvero che non può esistere alcuna reale libertà per uno Stato se le sue risorse primarie e vitali non sono messe in sicurezza.

Da questa presa di coscienza sta prendendo forma una sfida del tutto nuova, scritta con la consapevolezza che le dimensioni contenute di un Paese non devono mai rappresentare un limite alla grandezza delle sue aspirazioni. La risposta sammarinese a questa chiamata della storia comincia direttamente dalla nostra terra e guarda con coraggio verso il futuro.

Il punto di partenza di questo percorso è stato l’investimento strategico sull’impianto fotovoltaico di Visano, un’opera simbolo che permetterà di coprire all’incirca il 7% del nostro fabbisogno energetico nazionale. Può sembrare un primo passo modesto se paragonato alla totalità dei consumi, ma rappresenta in realtà una svolta culturale e infrastrutturale senza precedenti. Ma con l’entrata in funzione di Visano non si fermeranno di certo gli investimenti nel settore, perché questo traguardo deve essere interpretato soltanto come il mattone di fondazione di un disegno ben più ampio.

L’obiettivo reale e non negoziabile del nostro paese deve essere infatti quello di spingere l’asticella molto più in alto, arrivando a coprire almeno l’80% della nostra autonomia energetica. In fondo il sole che scalda San Marino e la penisola italiana è una risorsa completamente gratuita, e sarebbe davvero sciocco oltre che imperdonabile non sfruttarlo fino in fondo.

E per conquistarne un traguardo così ambizioso serve una visione coordinata e diversificata, capace di muoversi su più fronti contemporaneamente. Significa continuare a ricoprire di pannelli solari gli edifici della pubblica amministrazione, trasformando il patrimonio statale nel primo motore della transizione, e al tempo stesso continuare a promuovere e rafforzare gli incentivi destinati ai cittadini e agli imprenditori che desiderano convertire le proprie case e le proprie aziende. Ogni tetto privato e ogni capannone industriale che sceglie l’energia pulita diventa un piccolo tassello di una grande rete di sicurezza nazionale.

Tuttavia la sovranità non si costruisce dall’oggi al domani e non può basarsi soltanto sull’autoproduzione interna. E mentre si lavora con determinazione per far crescere la quota di rinnovabili, è indispensabile saper gestire il presente con intelligenza geopolitica e senso pratico. È esattamente in questo spazio di responsabilità che si inserisce il fondamentale accordo di fornitura siglato da AASS con gli azeri di SOCAR per l’approvvigionamento del gas a costo fisso.

In un periodo storico in cui il costo della materia prima ha toccato vette vertiginose in tutta Europa, gettando nell’incertezza intere nazioni, la nostra comunità è riuscita a costruire un solido scudo tariffario. Questa saggia mossa strategica ha permesso di congelare i prezzi e spazzare via l’incubo delle fluttuazioni speculative, regalando una preziosa stabilità contabile al tessuto industriale sammarinese, che ha potuto continuare a produrre e pianificare il proprio futuro, e garantendo alle famiglie la tranquillità di bollette trasparenti e sostenibili.

A coronamento di questo grande disegno di messa in sicurezza del Paese non si può dimenticare il legame indissolubile che unisce l’energia alla gestione delle risorse idriche. Non esiste vera autonomia energetica o industriale se non si protegge l’acqua, il bene più prezioso di ogni civiltà. Va letta in questa chiave la lungimirante decisione di procedere con l’allargamento del bacino del Lago del Torello. Questa imponente opera idrica garantirà alla nostra Repubblica un’autonomia di approvvigionamento per almeno tre mesi consecutivi, creando una vera e propria riserva strategica in grado di proteggere la popolazione e le attività economiche da periodi di secca prolungata o da improvvisi blocchi delle forniture esterne.

A questo mosaico di indipendenza manca infine il tassello della responsabilità ambientale nella gestione dei rifiuti. Una Repubblica matura non nasconde i propri scarti oltre il confine, ma si dota di una visione d’insieme moderna, sostenibile e all’altezza dei più elevati standard europei. Guardare al futuro con coraggio significa superare le contrapposizioni ideologiche e valutare, con il supporto delle migliori tecnologie disponibili e nella totale tutela della salute e dell’ambiente, progetti di valorizzazione e chiusura del ciclo all’interno del nostro territorio. Trasformare una potenziale criticità in un’opportunità di autosufficienza e sviluppo pulito è il vero marchio di fabbrica di uno Stato che sa prendersi cura di sé stesso.

Mettendo insieme la luce e l’energia prodotta dal nostro sole a Visano, la stabilità garantita dagli accordi sul gas, la sicurezza idrica del Torello e una visione finalmente matura sulla gestione delle risorse di scarto, la nostra comunità sta dimostrando che la vera indipendenza non si attende passivamente, ma si progetta. È la testimonianza di una terra che sa valorizzare ciò che la natura le offre e che sa affrontare con lucidità ogni sfida del presente, per consegnare alle prossime generazioni un Paese forte, sostenibile e autenticamente padrone del proprio destino.