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Attualità

Generazione Libera: «Giovani sempre più fragili, famiglie e comunità tornino a essere un punto di riferimento»

Giovani più fragili, famiglie chiamate a tornare un punto di riferimento e una comunità che non può pensare di risolvere tutto soltanto con divieti e leggi. Parte dal recente caso della 12enne ricoverata in coma etilico all’Ospedale di Stato l’intervento di Emily Lazzari e Oliver Ronci di Generazione Libera, che allarga il campo alla salute mentale, al consumo di alcol tra giovanissimi e al ruolo educativo degli adulti.

Il punto di partenza è l’immagine del faro nella tempesta. “Per secoli il faro non ha avuto il compito di fermare le tempeste. Nessuna luce poteva calmare il mare, abbassare le onde o eliminare gli scogli – scrivono Lazzari e Ronci – La sua funzione era un’altra, cioè permettere a chi navigava nell’incertezza di sapere dove si trovasse la costa, quale rotta seguire e, soprattutto, fin dove fosse prudente spingersi quando tutto il resto diventava indistinguibile nel buio”.

Una metafora che Generazione Libera porta direttamente sul terreno del rapporto tra genitori e figli. “Essere genitori non significa eliminare ogni onda dalla rotta dei propri figli, né impedire loro di diventare autonomi, ma significa esserci, ascoltare, accompagnare e, quando necessario, avere il coraggio di porre un limite”. Anche un “no”, sostengono, può avere un ruolo preciso: “Un ‘no’, quando nasce dalla responsabilità e non dall’autoritarismo, non spegne la libertà, le dà delle coordinate”.

Secondo Lazzari e Ronci, il rischio è che l’assenza di confini venga confusa con la libertà, proprio durante gli anni in cui ragazzi e adolescenti hanno maggiore necessità di punti di riferimento. A sostegno della riflessione vengono citati i dati dell’indagine internazionale WHO/HBSC, secondo i quali la quota di adolescenti che dichiara un elevato sostegno familiare sarebbe scesa dal 73% del 2018 al 67% del 2022.

Generazione Libera richiama inoltre i numeri del Rapporto OsMed dell’Aifa sull’utilizzo di psicofarmaci tra bambini e adolescenti, indicando una prevalenza passata dallo 0,30% del 2020 allo 0,57% del 2024 e allo 0,64% nel 2025. “Sarebbe un errore individuare nello psicofarmaco il problema, perché quando clinicamente indicato rappresenta uno strumento terapeutico fondamentale – precisano Lazzari e Ronci – La vera domanda riguarda ciò che viene prima della cura, ossia perché una quota crescente di ragazzi arriva ad averne bisogno”.

Il ragionamento arriva quindi alla salute mentale degli adolescenti. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni conviva con un disturbo di salute mentale. Non siamo di fronte a una generazione da giudicare, ma da comprendere”.

A riportare il discorso direttamente a San Marino è il recente episodio della 12enne finita all’Ospedale di Stato dopo l’assunzione di alcol. “Un fatto che non può passare inosservato – sottolineano – visto che parliamo di una giovanissima che non ha ancora terminato le scuole medie, ma che ha già avuto un accesso immediato e pericoloso alle sostanze alcoliche”.

Nel mirino c’è in particolare il binge drinking, cioè l’assunzione di grandi quantità di alcol in poco tempo con l’obiettivo di raggiungere rapidamente lo stato di ebbrezza. Generazione Libera richiama anche un recente intervento del capogruppo Michele Muratori, secondo il quale le prime esperienze di abuso alcolico si registrerebbero già dai 13 anni, se non prima.

Un primo argine è stato messo con l’innalzamento da 16 a 18 anni dell’età legale per l’acquisto di alcolici. Una scelta che Lazzari e Ronci definiscono “un passo normativo indispensabile per tracciare un confine e sensibilizzare la comunità”. Ma, aggiungono, non può essere sufficiente: “Le leggi da sole non bastano se non sono accompagnate da una responsabilità collettiva, da controlli capillari e da una presenza educativa costante”.

Da qui l’impegno annunciato da Generazione Libera ad approfondire il fenomeno. “Come Generazione Libera, intendiamo approfondire queste dinamiche senza cedere a facili allarmismi, ma affrontando il tema alla radice. La salute mentale e il benessere emotivo delle nuove generazioni devono diventare una priorità assoluta”.

Il messaggio finale torna così all’immagine scelta in apertura. “Aiutare i ragazzi a comprendere che chiedere supporto non è un segno di debolezza, ma un gesto di profonda consapevolezza e maturità, è il primo passo per ricostruire quella rete di protezione. Il compito di una comunità non è promettere ai giovani un mare privo di tempeste, ma fare in modo che, quando le onde si alzeranno, ci sia sempre una costa verso cui orientarsi e un faro acceso a indicare la rotta”.

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