Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese interviene nel dibattito sul fine vita e difende il progetto di legge approvato dalla Commissione consiliare, respingendo le critiche arrivate nei giorni scorsi da un opinionista e rivendicando il percorso politico e istituzionale che ha portato alla stesura del testo.
Nel comunicato diffuso dal partito si parla di “sconcerto” per alcune recenti prese di posizione e si contesta l’impostazione del confronto pubblico. “Ridurre tutto a una presunta contrapposizione tra modernità e bigottismo significa non comprendere la complessità e la delicatezza del tema”, afferma il PDCS.
Secondo i democristiani, il testo licenziato dalla Commissione non rappresenta il risultato di una scelta ideologica né di una posizione confessionale. “Il testo di legge licenziato dalla Commissione non è certamente il frutto di un’imposizione confessionale, né tantomeno di un arroccamento della Democrazia Cristiana. È il risultato di un lavoro condiviso tra le forze politiche, maturato attraverso un confronto responsabile, attento e rispettoso”, si legge nel documento.
Il partito sottolinea inoltre che il percorso legislativo avrebbe tenuto conto delle indicazioni provenienti dal Comitato Sammarinese di Bioetica e delle valutazioni clinico-scientifiche formulate durante il confronto istituzionale.
Nel merito del provvedimento, il PDCS sostiene che la risposta alla sofferenza non debba essere ricercata nell’interruzione della vita ma nel rafforzamento delle cure e dell’assistenza. “La dignità della persona non si afferma abbandonando il malato alla propria solitudine, né trasformando la sofferenza in un problema da chiudere nel modo più rapido”, afferma il partito. “La vera civiltà di una comunità si misura dalla sua capacità di curare, accompagnare, sostenere, proteggere”.
Nel comunicato viene richiamata anche la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito discussa in Emilia-Romagna. “Prima di presentarla come modello di civiltà, sarebbe opportuno chiedersi se essa rappresenti davvero una soluzione oppure se non sia, ancora una volta, una scorciatoia che porta all’abbandono del malato ed alla sua solitudine sociale”, sostiene il PDCS.
I democristiani rivendicano la scelta compiuta dalla Repubblica. “San Marino ha scelto un’altra strada: non quella della propaganda, ma quella dell’equilibrio. Non quella dello scontro ideologico, ma quella della responsabilità. Non quella della semplificazione, ma quella di una legge ponderata, seria, costruita sul confronto e sulla competenza”, si legge nella nota.
Il partito esprime inoltre apprezzamento per il contributo fornito dalle forze di maggioranza e dalle altre forze politiche che hanno partecipato all’elaborazione del testo. “La Democrazia Cristiana rivendica con convinzione il lavoro svolto insieme agli alleati di Coalizione e di Maggioranza, oltre a tutte le forze politiche che hanno contribuito ad un percorso legislativo serio e rispettoso”, afferma il comunicato.
Secondo il PDCS, la normativa sammarinese potrebbe offrire spunti utili anche al dibattito in corso in Italia, dove il tema del fine vita è ancora all’esame del Parlamento.
Nella parte finale del documento il partito richiama la necessità di mantenere un confronto rispettoso su temi particolarmente delicati. “Si può discutere di tutto. Si può dissentire da una legge. Si può proporre una visione diversa. Ma non si può liquidare un lavoro politico, istituzionale, clinico-scientifico e bioetico con insulti, caricature e accuse di oscurantismo”, scrive il PDCS.
Infine il partito ribadisce il proprio impegno. “Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese continuerà a fare la propria parte: difendere la persona, specialmente quando è più fragile; promuovere cure e accompagnamento; evitare che la solitudine diventi una condanna; proporre leggi giuste, umane e fondate su scienza, coscienza e responsabilità”, conclude il comunicato.





