Domani-Motus Liberi torna sul tema del futuro energetico della Repubblica e replica alle osservazioni emerse dopo il recente comunicato dedicato al nucleare. Il movimento precisa di non aver mai proposto la realizzazione immediata di una centrale nucleare a San Marino, ma di aver sollecitato l’apertura di un confronto strutturato sulle prospettive energetiche del Paese.
“DOMANI – Motus Liberi non ha mai proposto di costruire domani una centrale nucleare a San Marino. Chi sostiene il contrario attribuisce al nostro comunicato affermazioni che, semplicemente, non contiene”, si legge nella nota diffusa dal movimento.
Secondo D-ML, l’obiettivo era quello di avviare “una discussione seria e matura sul futuro energetico della Repubblica”, attraverso la creazione di un tavolo tecnico-politico composto da esperti indipendenti incaricati di valutare costi, benefici, tempi, sicurezza e sostenibilità delle diverse soluzioni disponibili.
Il movimento ritiene che il tema dell’energia debba essere affrontato con una prospettiva di lungo periodo. “Le scelte energetiche richiedono anni di studio, investimenti, accordi internazionali e sviluppo di competenze. Se si attende che una tecnologia sia già pienamente diffusa per iniziare a valutarla, si arriva inevitabilmente tardi”, sostiene D-ML, che invita la politica a ragionare sugli scenari dei prossimi dieci o vent’anni.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato come il dibattito sul nucleare sia tornato attuale in diversi Paesi europei e come anche l’Italia abbia riaperto una riflessione sulle nuove tecnologie e sugli Small Modular Reactors. Per questo il movimento ritiene opportuno che San Marino sviluppi una propria posizione sul tema anziché limitarsi a subirne eventuali conseguenze.
D-ML affronta poi il tema dei costi, sostenendo che eventuali progetti energetici innovativi potrebbero essere sviluppati attraverso modelli di collaborazione tra pubblico e privato. “Esistono modelli fondati su partnership pubblico-private, investimenti industriali e partecipazioni internazionali. Ridurre tutto all’idea di un piccolo Stato che finanzia da solo un reattore da miliardi di euro significa semplificare eccessivamente una questione molto più articolata”, si legge nel documento.
Secondo il movimento, il tema energetico deve essere valutato anche come possibile leva di sviluppo economico. Nel comunicato si evidenzia infatti che eventuali produzioni eccedenti potrebbero essere cedute ai mercati limitrofi, generando investimenti, occupazione e nuove competenze.
Un passaggio viene dedicato anche alle riflessioni avanzate dal giornalista Enrico Lazzari sul tema del termovalorizzatore. Pur senza condividere necessariamente tutte le conclusioni dell’analisi, D-ML ritiene che il dibattito generato dimostri l’utilità dell’iniziativa. “Se oggi si discute di nucleare, di termovalorizzazione, di autosufficienza energetica, di investimenti, di tecnologie innovative e di programmazione di lungo periodo, significa che il nostro intervento ha colto nel segno”, afferma il movimento.
Nella parte finale del comunicato, Domani-Motus Liberi si interroga sul modello energetico che la Repubblica intende adottare nei prossimi decenni. Il movimento osserva che il Governo sembra puntare principalmente sull’acquisizione di impianti fotovoltaici fuori territorio, una scelta che viene considerata insufficiente se non inserita in una strategia più ampia.
“Il fotovoltaico è certamente una componente importante della transizione energetica e D-ML non ne mette in discussione l’utilità. Tuttavia, proprio per la sua natura intermittente e dipendente dalle condizioni meteorologiche, non è in grado, da sola, di garantire il fabbisogno energetico continuo del Paese”, si legge nella nota.
Per questo il movimento propone una valutazione complessiva di tutte le opzioni disponibili, dal fotovoltaico agli accumuli energetici, dalla cogenerazione alla valorizzazione energetica dei rifiuti, fino alle prospettive offerte dalle nuove tecnologie nucleari.
“Il vero rischio, oggi, non è discutere di nucleare, ma rinunciare a discutere seriamente di energia, continuando a navigare a vista mentre il resto d’Europa pianifica il proprio futuro”, conclude Domani-Motus Liberi.





