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Dieci anni dal sisma del Centro Italia, Mattarella: «Ultimare la ricostruzione il prima possibile»

A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, le istituzioni tornano a richiamare l’attenzione sulla ricostruzione e sulla necessità di completarla rapidamente. Nel giorno dell’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato le 299 vittime, i 365 feriti e gli oltre 40mila sfollati provocati dalla lunga sequenza sismica che colpì Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

«Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile», ha affermato Mattarella, sottolineando la responsabilità collettiva di «ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia».

Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata ad Amatrice, dove ha raggiunto il memoriale dedicato alle vittime e deposto una corona di alloro. La premier ha poi incontrato alcuni familiari delle persone morte nel sisma.

Alle commemorazioni ha partecipato anche il cardinale Matteo Zuppi, che ha celebrato la messa al campo sportivo davanti a circa un migliaio di persone. «Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto», ha detto, ricordando come la città stia lentamente tornando a prendere forma. «C’è molto da fare ma il peggio è alle spalle».

Alla cerimonia erano presenti anche rappresentanti del Governo, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, i presidenti delle Regioni interessate e numerosi sindaci dei territori colpiti.

Nel suo messaggio Mattarella ha ricordato anche il valore di monito lasciato dal terremoto del 2016, richiamando la necessità di rafforzare prevenzione e capacità di intervento di fronte al rischio sismico.