Un’analisi critica della situazione politica sammarinese, che parte dalla Festa dell’Amicizia di Serravalle per arrivare a una riflessione sul futuro della Democrazia Cristiana e, più in generale, del sistema politico del Titano. È quella affidata da Marco Nicolini a un lungo post pubblicato su Facebook.
Di seguito il post Facebook di Marco Nicolini:
Da abitante di Serravalle, castello che giro agevolmente in bicicletta, noto come la Festa dell’Amicizia registri il solito pienone di anziani danzatori di liscio e di voraci consumatori di costicine, ma vedo altresì che di sammarinesi attenti alle tribune politiche ve ne sono sempre meno.
Può essere che noi si stia assistendo alla caduta dell’Impero Romano, alla fine del mondo antico che, nella nostra piccola realtà, non si tramuterrebbe nella dissoluzione ma, quantomeno, nel forte ridimensionamento della Democrazia Cristiana.
Non credo che, se ciò avvenisse, la cosa sarebbe da addebitare alla crisi del cattolicesimo, perché vi sono comunque altri partiti apertamente cattolici che, alle prossime elezioni, registreranno grande consenso ma, semmai, ad un sistema di potere che ha fatto il proprio tempo.
La DC del passato aveva uomini dal valore intellettuale elevato, come i Bigi ed i Ghironzi, che discorrevano alla pari con uomini di pari levatura, quali gli Andreotti ed i Fanfani, ma ora che tale livello è precipitato, in Italia come a San Marino, la ricetta dello stare a galla con promesse e baratti non è cambiata.
Del resto, non è che i partiti di sinistra adottino pratiche diverse, anzi. I partiti della sinistra sammarinese sono tali e quali alla DC, solo che la DC è ben più nazional-popolare ed a sinistra di loro.
Temo, però, che si sia giunti ad un momento di stallo. Posti sotto lo Stato non ve ne sono più, gli npl sono esauriti, il barile è stato raschiato dai massimi dirigenti impostici.
Certo, rimarranno i tanti voti di quelli che hanno goduto del figlio poco sveglio assunto alle stesse cifre di un ingegnere che lavora a pieno ritmo, di incarichi spropositati, di favoritismi in ogni ambito.
…ed anche rimarranno i voti di chi, sin da quando aveva 57 anni, prende una pensione doppia dell’attuale stipendio di chi è molto più preparato, ha titoli superiori, andrà in pensione a settant’anni, ma è sfortunatamente nato cinque anni dopo.
In tale contesto, San Marino è il paese dell’iniquità.
Comunque, anche questo tipo di elettore farà presto ad accorgersene se il vento dovesse cambiare, puntellando subito la propria posizione presso altre realtà politiche: la furbizia è infatti l’arma di chi è meno intelligente della media. Una media che i tempi facili degli ultimi decenni hanno notevolmente abbassato nel nostro Paese.
