È diventata definitiva la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso di Massimiliano Simoncini contro la Repubblica di San Marino. Il panel della Grande Camera ha infatti respinto tutti i ricorsi di rinvio presentati, compreso quello relativo alla Repubblica, rendendo così irrevocabile il pronunciamento emesso lo scorso febbraio.
La vicenda riguarda Simoncini, nominato Commissario della Legge nel febbraio 2019 e successivamente rimosso dall’incarico dopo circa diciotto mesi di attività. Secondo la Corte, l’annullamento della sua nomina da parte del Consiglio Giudiziario Plenario, basato sull’applicazione retroattiva di una norma interpretativa, ha rappresentato un’interferenza incompatibile con i principi dello Stato di diritto.
Nella sentenza del 19 febbraio 2026, i giudici europei avevano riconosciuto all’unanimità la violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, relativo al diritto a un equo processo, e dell’articolo 8, che tutela il rispetto della vita privata.
Con il rigetto della richiesta di riesame, la decisione acquista ora pieno valore vincolante. La Grande Camera ha ritenuto che il caso non presentasse questioni tali da giustificare un nuovo esame da parte del collegio allargato di diciassette giudici.
Per San Marino la condanna diventa quindi definitiva e comporta il pagamento di 160mila euro di risarcimento a favore di Simoncini.





