Il regolamento per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature rappresenta un passo avanti, ma ora è necessario verificare che venga applicato concretamente. È la posizione espressa dall’Unione Sammarinese dei Lavoratori (USL), che torna a richiamare l’attenzione sui rischi legati al caldo estremo e chiede maggiori controlli sul rispetto delle misure previste.
“Negli ultimi anni il tema legato alle temperature estreme è stato al centro di un confronto non sempre proficuo ma che è sfociato nell’adozione di un regolamento che ha fatto compiere qualche passo avanti e che il Dipartimento Prevenzione non più tardi del 19 giugno ha di nuovo portato all’attenzione delle Ass.ni datoriali, dei Sindacati, degli ordini professionali, dell’ASPA, AASS, AASLP e degli RSPP, responsabili del servizio di prevenzione e protezione. La speranza ora è che tale regolamento non rimanga a prendere polvere nei cassetti ma trovi invece concretezza nella realtà di tutti i giorni” – si legge nel comunicato.
Secondo l’USL, tra le categorie più esposte ci sono i lavoratori impegnati nei cantieri e sulle strade, che ogni giorno operano all’aperto affrontando temperature sempre più elevate.
“Coloro che operano sulle strade, per esempio, sono persone molto esposte che se non tutelate, come anche il regolamento prevede, possono rischiare addirittura la vita. Dalle segnalazioni che riceviamo sembra ci sia ancora scarsa consapevolezza dei rischi che corrono i lavoratori e anche irresponsabilità e leggerezza, visto che stiamo parlando di vite umane.”
Il sindacato riferisce di aver raccolto diverse segnalazioni secondo cui le misure minime previste dal regolamento non sarebbero sempre rispettate.
“Ciò che di fatto è emerso è che non sempre i presidi previsti dal regolamento, a cominciare dall’acqua fresca, vengono forniti ai lavoratori. Testimonianze simili giungono dal privato ma anche dal pubblico da parte di lavoratori stravolti che in ogni caso faticano a esporsi per paura di perdere il lavoro o essere richiamati” – prosegue la nota.
USL ribadisce che la sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un costo, ma un investimento, ricordando l’importanza di aggiornare il Documento di valutazione dei rischi (DVR) e il Piano operativo di sicurezza (POS), con particolare riferimento al rischio da stress termico.
“Da parte nostra sentiamo forte la responsabilità di richiamare ciascuno ai propri doveri, più e più volte abbiamo battuto il chiodo sul fatto che la sicurezza è un investimento e non un onere. Quanto vale del resto la vita umana? E quanto sarebbe oneroso perderla? Impariamo a metterci nei panni degli altri mentre lavoriamo magari con l’aria condizionata e abbiamo la responsabilità della vita di chi opera all’aperto a beneficio della collettività.”
Il sindacato sottolinea inoltre che il termine per l’aggiornamento della documentazione relativa al rischio da stress termico era fissato allo scorso mese di marzo.
“L’auspicio è che tutti abbiano aggiornato il documento di valutazione dei rischi DVR e il POS, piano operativo di sicurezza, la cui scadenza per il rischio legato allo stress termico, era prevista per lo scorso marzo. Fondamentale poi, come già evidenziato, il rispetto di questi documenti e la consapevolezza che forse ancora non c’è, che non si tratta di gravosi oneri che rallentano l’operatività dell’azienda, bensì di preziosi presidi per tutelare quanto di più prezioso vi sia da tutelare, il capitale umano.”
In conclusione USL lancia un appello affinché il regolamento non resti soltanto sulla carta, chiedendo controlli sia interni che esterni per verificarne il rispetto.
“Quello di USL vuole essere un vero e proprio allarme, le temperature estreme non daranno tregua. Il fatto che fin qui siamo stati fortunati non significa che sia possibile continuare a sottovalutare la portata del problema. Il regolamento non deve essere l’alibi che ci consente di dire che qualcosa è stato fatto, urgono controlli per verificare che sia effettivamente applicato.”
“La regolamento all’art. 8 dà molta enfasi al ruolo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ma parla anche di responsabilità condivisa fra datore e lavoratore. Urgono però anche controlli esterni perché difficilmente da una posizione oggettivamente debole, il lavoratore potrà farsi carico di denunciare mancanze da parte dell’azienda” – conclude il comunicato.





