Un cartello con la scritta “Aeroporto di San Marino” accende la polemica a Torraccia. A sollevare il caso è il Comitato Civico Torraccia, che interviene sulla nuova segnaletica contestando la denominazione utilizzata per indicare l’infrastruttura sammarinese.
Il punto sollevato dal Comitato è netto: dal punto di vista normativo e aeronautico, quella di Torraccia sarebbe un’aviosuperficie e non un aeroporto. Una distinzione che, secondo i promotori della protesta, non può essere liquidata come una semplice questione terminologica.
«Un aeroporto è un’infrastruttura con requisiti tecnici, certificazioni, servizi e procedure ben precise. Un’aviosuperficie è un’altra cosa: più semplice, più limitata, ma assolutamente dignitosa nella sua funzione», sottolinea il Comitato.
Da qui l’affondo, condito da una buona dose di ironia. Il nuovo cartello viene definito «un interessante esperimento di marketing territoriale, se non addirittura di realismo creativo».
Il Comitato rincara poi la dose: «Se bastasse cambiare la segnaletica, ogni paese potrebbe vantare un porto senza mare, una metropolitana senza binari o un grattacielo di tre piani».
Una provocazione con cui i residenti vogliono però porre sul tavolo una questione precisa: la corrispondenza tra quanto indicato dalla segnaletica e l’effettiva classificazione dell’infrastruttura di Torraccia.
«Per ora – prosegue il Comitato – l’unico decollo davvero riuscito sembra essere quello della fantasia. E, almeno fino a quando non cambieranno le certificazioni oltre ai cartelli, Torraccia continuerà a essere ciò che è sempre stata: un’aviosuperficie».
Ma oltre all’ironia arriva anche una richiesta di chiarimenti. Il Comitato vuole infatti sapere chi abbia disposto l’installazione della nuova segnaletica e a chi debba essere attribuita la responsabilità della scelta della denominazione “Aeroporto di San Marino”.
«Se le parole hanno un peso – concludono dal Comitato Civico Torraccia – e in materia di infrastrutture e comunicazione istituzionale dovrebbero averne, sarebbe interessante capire chi abbia ritenuto opportuno sostituire la precisione con la suggestione».
