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Aviosuperficie di Torraccia, RETE incalza il Governo: «Quanto ancora dobbiamo rischiare?»

L’incidente avvenuto all’aviosuperficie di Torraccia riaccende il confronto sulla sicurezza dell’impianto e sulla tutela delle abitazioni circostanti. A intervenire è RETE, con una nota firmata dal capogruppo Emanuele Santi, che richiama l’interrogazione presentata al Governo lo scorso 5 agosto e contenente 24 domande sulla situazione dell’aviosuperficie.

Il 5 di agosto abbiamo rivolto al Governo 24 domande racchiuse in una pubblica Interrogazione sull’aviosuperficie di Torraccia, che facesse luce sulla situazione generale e per avere garanzie sulla sicurezza e sulla tutela dei residenti. Neanche il tempo di ricevere risposta e un aeromobile esce di pista e si schianta a poche decine di metri dalle abitazioni“, si legge nel comunicato.

L’episodio, secondo quanto riferisce RETE, non avrebbe provocato feriti, ma per il movimento rappresenta un fatto che rende ancora più urgenti le questioni già sollevate. “Fortunatamente, nessuno ha riportato lesioni ma l’incidente dimostra quanto concrete siano le preoccupazioni che qualcuno liquida come eccessive, facendo passare chi le manifesta come inutilmente puntiglioso e contrario allo sviluppo del Paese“, prosegue la nota.

Al centro dell’intervento ci sono in particolare la sicurezza dei residenti di Torraccia, le procedure di emergenza e i controlli sulle attività di volo. “RETE chiede semplicemente come il Congresso intenda tutelare la cittadinanza residente e quali piani di emergenza ed evacuazione siano previsti in caso di incidente. Chiediamo chiarimenti sulle distanze di sicurezza dalle abitazioni, sui controlli quotidiani delle attività di volo e sulle condizioni di una zona spesso interessata da forti raffiche di vento“, afferma il movimento.

RETE collega inoltre questi interrogativi ai progetti riguardanti il futuro dell’aviosuperficie e al possibile incremento delle attività. “Sentiamo parlare di rifacimento della pista, potenziamento del traffico aereo, ma ancora non sappiamo in che contesto, quali garanzie esistano per chi a Torraccia ci vive, né quali procedure scattino quando qualcosa va storto. Non è forse il caso di occuparsene prima di varare ogni azione di potenziamento?“, si legge ancora nel comunicato.

Il movimento respinge quindi l’idea che le richieste avanzate rappresentino una posizione contraria allo sviluppo dell’infrastruttura, rivendicando invece la necessità di affrontare preventivamente gli aspetti legati alla sicurezza. “Per noi di RETE questo è esser responsabili, non catastrofisti, perché queste sono questioni tutt’altro che teoriche, come dimostrato dall’incidente di ieri“.

La nota si chiude con una nuova sollecitazione rivolta all’esecutivo: “Questa volta è andata bene, ma quanto ancora bisogna rischiare perché il Governo consideri la sicurezza una priorità?“.