Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un’intesa preliminare che potrebbe aprire una nuova fase nei rapporti tra i due Paesi. Secondo indiscrezioni emerse durante il G7, una bozza di memorandum composta da 14 punti sarebbe pronta e potrebbe essere firmata nei prossimi giorni dai presidenti Donald Trump e Masoud Pezeshkian.
L’eventuale accordo rappresenterebbe un passaggio storico, considerando che Washington e Teheran non intrattengono relazioni diplomatiche dirette dal 1980. Lo stesso Trump ha confermato che una firma potrebbe arrivare a breve, pur mantenendo cautela: “Con i deal non si sa mai. Ma lo saprete presto”.
Tra i punti principali della bozza figurano la cessazione delle ostilità nell’area mediorientale, la riapertura dello Stretto di Hormuz, la sospensione di alcune sanzioni americane e l’avvio di un negoziato più ampio sul programma nucleare iraniano. Il testo prevede inoltre una deroga immediata alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano e lo sblocco di fondi sovrani congelati.
Secondo le informazioni trapelate, Teheran si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari, mentre le questioni più delicate, come il futuro delle scorte di uranio arricchito, i missili balistici e il sostegno alle milizie alleate, verrebbero affrontate in una fase successiva dei negoziati.
Tra le misure previste compare anche la creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione da circa 300 miliardi di dollari, finanziato da investitori privati. Diverse aziende asiatiche e statunitensi avrebbero già manifestato interesse a partecipare. Trump ha però precisato che gli Stati Uniti non contribuiranno economicamente al progetto.
La bozza ha già acceso il confronto politico negli Stati Uniti. Alcuni osservatori ritengono che le concessioni previste nei confronti dell’Iran siano più ampie rispetto a quelle contenute nell’accordo nucleare del 2015 promosso dall’amministrazione Obama. La Casa Bianca, tuttavia, ha preso le distanze dalle versioni circolate online, sostenendo che non rappresentano necessariamente il testo definitivo.
Per il momento il memorandum viene considerato soprattutto un’intesa preliminare destinata a garantire una tregua e a creare le condizioni per un negoziato più ampio. I temi più sensibili del dossier nucleare restano infatti ancora aperti e saranno oggetto di future trattative.





