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Attualità

Fino a duecento voli e trentamila passeggeri nel mirino: ecco il Natale che ci aspetta se i falsi allarmi bomba non si fermano

In una settimana i falsi allarmi bomba hanno toccato più di cinquanta voli europei, quasi novemila passeggeri e cinque aeronautiche militari. Se il ritmo resta quello di novembre, tra il 20 dicembre e l’Epifania il conto sale a quasi duecento voli e oltre trentamila persone. Non è una previsione: è una moltiplicazione.

I conti sono semplici. Secondo il Guardian, tra martedì e venerdì le minacce hanno colpito almeno 53 voli, una decina al giorno se si parte da lunedì. Sui voli di cui conosciamo i numeri, a bordo c’erano in media quasi 170 persone: fanno circa 8.900 passeggeri in cinque giorni.

Le feste durano diciotto giorni, e sono il periodo più trafficato dell’inverno. A dicembre 2025 gli aeroporti italiani hanno visto passare quasi 16 milioni di passeggeri, e Fiumicino da solo ne aspettava 2 milioni tra il 22 dicembre e il 7 gennaio.

Allo stesso ritmo, i voli toccati sarebbero circa 190, i passeggeri oltre trentamila.

Poi c’è il prezzo.

Eurocontrol stima che deviare un aereo a corridoio singolo su una tratta europea di media lunghezza costi circa 55mila euro. Questa settimana i dirottamenti accertati sono stati almeno cinque in cinque giorni: uno al giorno. Allo stesso ritmo, i diciotto giorni delle feste valgono quasi un milione di euro, e sono solo i dirottamenti.

Fuori dal conto restano gli aerei perquisiti a terra, i passeggeri da riproteggere e i caccia.

Ogni ora di volo di un intercettore costa decine di migliaia di euro, e questa settimana li hanno fatti decollare Italia, Francia, Austria, Bulgaria e Ungheria. Dall’altra parte, il prezzo di una mail resta zero.

Chi pensa a un fuoco di paglia guardi l’India. Secondo il ministero dell’Aviazione civile di Nuova Delhi, le minacce alle compagnie indiane sono passate da 13 nel 2022 a 728 nel 2024.

Nell’ottobre di quell’anno, in poco più di due settimane, la stampa indiana stimava perdite tra 1.200 e 1.400 crore di rupie: tra 130 e 150 milioni di euro. Il tutto per qualche messaggio anonimo.

La paura, per ora, non si vede: le compagnie dicono di non avere passeggeri spaventati.

Ma non serve la paura, basta il calendario. Basta una mail il 23 dicembre su un volo pieno per Bucarest o Tirana, due delle dieci mete più scelte da Bologna lo scorso dicembre.

E la vacanza diventa la giornata vissuta dai passeggeri del Dublino-Roma: una base militare in Normandia, un pullman per Parigi, il rientro a notte fonda.

Chi resta a terra ha diritto a pasti e albergo, ma quasi certamente non ai 250, 400 o 600 euro di compensazione: per il regolamento europeo una minaccia alla sicurezza è una circostanza eccezionale.

E gli aerei potrebbero non essere i soli. Le scuole chiudono per le vacanze, ma la mail arrivata alle redazioni irlandesi elencava già i prossimi bersagli: aerei, navi da crociera, metropolitane e treni.

Secondo Federalberghi, l’anno scorso tra Natale e l’Epifania si sono messi in viaggio 19,3 milioni di italiani. Le porte a cui bussare non mancano, e il primo banco di prova arriva prima di Natale: il vertice europeo di Dublino del 12 e 13 novembre.

Riassunto per chi legge solo i numeri: una mail costa zero, un dirottamento 55mila euro, diciotto giorni di feste quasi un milione.

Il resto lo decide chi scrive la prossima.

Fino a duecento voli e trentamila passeggeri nel mirino: ecco il Natale che ci aspetta se i falsi allarmi bomba non si fermano