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Banca CIS, Alleanza Riformista: “Una delle pagine più buie della storia sammarinese”

La sentenza di primo grado nel processo Banca CIS, con otto condanne per associazione a delinquere, riapre il confronto sulle responsabilità politiche della vicenda. Alleanza Riformista, in una nota dell’8 novembre, richiama le conseguenze economiche per San Marino e il condizionamento delle istituzioni che, secondo il movimento, avrebbe caratterizzato quella stagione.

“La sentenza di primo grado nel processo Banca CIS, con otto condanne per associazione a delinquere, restituisce la gravità di una vicenda che ha coinvolto vertici bancari, organismi di vigilanza e persino un magistrato”, scrive Alleanza Riformista.

Per la formazione politica, si tratta di “uno dei punti più bassi della storia contemporanea della Repubblica, per la profondità del condizionamento delle istituzioni e per le conseguenze che il Paese continua a sopportare”.

Nel comunicato viene richiamata la ricostruzione delle inchieste: “Le inchieste hanno ricostruito un disegno di conquista del sistema bancario sammarinese, attraverso il controllo degli organismi di vigilanza, l’indebolimento di Cassa di Risparmio e il progetto di integrazione con Banca CIS.

Un’operazione che avrebbe consentito di confondere le esposizioni e le irregolarità di CIS con quelle della banca dello Stato, rendendo più difficile ricostruire le responsabilità.”

Alleanza Riformista cita le nomine ai vertici di Banca Centrale, il bilancio di Cassa di Risparmio con perdite superiori a 534 milioni di euro, a fronte dei 77 milioni indicati in un precedente progetto, e l’operazione sui titoli Demeter. Attraverso quest’ultima, riferisce la nota richiamando le indagini, sarebbero stati azzerati consistenti debiti riconducibili a Francesco Confuorti e a soggetti a lui legati.

Il movimento concentra poi l’attenzione sui rapporti con l’esecutivo. “Ma il fatto più grave riguarda il condizionamento dell’azione di Governo.

Le intercettazioni e il materiale probatorio sequestrato, secondo quanto emerso dalle indagini, documentano il ruolo di Confuorti nel suggerire e dettare contenuti di provvedimenti normativi, compresi quelli che contribuirono alla liquidazione di Asset Banca.”

Nella lettura di Alleanza Riformista, il rischio è che “la potestà legislativa e le prerogative sovrane della Repubblica siano state piegate agli interessi di un finanziere privato”. La nota richiama inoltre le interferenze nella giustizia e la condanna in primo grado dell’ex magistrato Alberto Buriani.

Sul piano economico, Alleanza Riformista indica il peso delle perdite e degli interventi pubblici: “Il conto pagato dai sammarinesi è stato enorme: centinaia di milioni di euro di perdite e impegni pubblici, oltre 100 milioni di risorse previdenziali coinvolte nel dissesto CIS e un titolo di debito pubblico perpetuo da 455 milioni legato alle perdite di Cassa di Risparmio.”

Secondo il movimento, senza quelle vicende la situazione debitoria del Paese sarebbe oggi radicalmente diversa. Al danno economico si aggiungerebbe quello arrecato all’immagine di San Marino, alla reputazione internazionale e alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La nota distingue quindi l’accertamento penale dalle responsabilità politiche. “Le responsabilità penali sono individuali e il loro accertamento spetta alla magistratura.

Ma se da una parte vi è stato chi ha concretamente contribuito a far emergere e contrastare il disegno criminale, dall’altra non possono essere ignorate le responsabilità politiche di chi, in quella stessa stagione, ha esercitato il potere e assunto decisioni determinanti per la Repubblica.”

Da qui il richiamo a chi oggi siede all’opposizione, senza indicare nel comunicato singole forze politiche: “Chi oggi, dai banchi dell’opposizione, richiama gli altri alle proprie responsabilità dovrebbe confrontarsi anche con le scelte compiute quando era al Governo. Cambiare collocazione parlamentare non significa cancellare la propria storia.”

Alleanza Riformista riconosce infine il valore delle battaglie condotte contro quel sistema, “spesso in un clima di fortissime pressioni”, e sostiene che San Marino stia recuperando credibilità internazionale, citando il miglioramento del rating sovrano e il percorso di associazione all’Unione Europea.

“La Repubblica ha pagato un prezzo altissimo.

Fare piena luce su quella stagione significa difendere l’indipendenza delle istituzioni e impedire che interessi privati possano nuovamente condizionare le decisioni sovrane dello Stato.”