Italian Exhibition Group festeggia dieci anni il prossimo 1° novembre. Era il 2016 quando la fusione tra Fiera di Rimini e Fiera di Vicenza diede vita a IEG, con Lorenzo Cagnoni alla presidenza e Matteo Marzotto, allora alla guida della fiera vicentina, vicepresidente.
Il gruppo partì con 270 collaboratori, quasi tutti operativi in Italia, e un fatturato di 119 milioni di euro. Oggi conta più di 800 collaboratori nel mondo, mentre il bilancio 2025 ha registrato un valore della produzione di 266,4 milioni. Secondo quanto riportato nella nota diffusa per l’anniversario, IEG si è posizionata stabilmente tra i primi venti organizzatori fieristici al mondo.
A volere l’operazione fu il presidente della Fiera di Rimini Lorenzo Cagnoni. L’annuncio arrivò il 28 ottobre 2016, alla presenza degli allora sindaci di Rimini e Vicenza, Andrea Gnassi e Achille Variati. Per l’occasione il pasticciere Roberto Rinaldini realizzò una “torta gioiello”, un richiamo alle due manifestazioni di riferimento dei poli fieristici: Sigep e Vicenzaoro.
Un altro passaggio fu la quotazione in Borsa del 19 giugno 2019, sull’allora Mercato Telematico Azionario. Il prezzo di collocamento venne fissato a 3,69 euro. Da allora, riferisce la società, il valore del titolo è quadruplicato.
Il presidente Maurizio Ermeti lega il bilancio del decennale alle prospettive dei due quartieri fieristici: “Questi dieci anni ci consegnano un grande player fieristico internazionale che da soli non avremmo potuto essere; un organizzatore di eventi che compete con i top player globali; una nuova, solida casa per l’oro e il gioiello, a Vicenza, che garantirà il futuro di quella community.
E a Rimini, il progetto di una straordinaria opera di ampliamento che catalizzerà importanti fiere da tutto il mondo”.
Per l’amministratore delegato Corrado Peraboni, il risultato nasce dal modello costruito con l’integrazione: “Nel panorama fieristico europeo rappresentiamo un caso unico.
Non una semplice integrazione, ma un progetto industriale capace di trasformare la distanza in valore.
In dieci anni, IEG ha dimostrato che un modello multi-sede può crescere, innovare e competere a livello globale senza perdere radicamento territoriale”.
A seguire direttamente la fusione fu anche Carlo Costa, oggi chief corporate officer di IEG: “Il ‘progetto IEG’ con il coinvolgimento degli azionisti, e il successivo processo di integrazione ci hanno condotti ad una crescita e maturità professionale che ci hanno resi capaci di affrontare progetti decisivi come la quotazione e il processo di espansione internazionale di questi anni. Grazie IEG!”.
Il Piano industriale 2025-2030 fissa a fine periodo un obiettivo di ricavi consolidati tra 360 e 365 milioni di euro. A dicembre uscirà inoltre un libro dedicato all’evoluzione del gruppo tra il 2016 e il 2026, disponibile anche in versione e-book gratuita sulle piattaforme online.
