Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre 2026 la seduta della Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione, con all’ordine del giorno le audizioni del presidente del Consiglio di amministrazione di San Marino RTV, Pasquale Valentini, e del direttore generale Roberto Sergio.
Di seguito la relazione iniziale del direttore generale Roberto Sergio, riportata integralmente.
Direttore Generale Roberto Sergio: Signori presidenti, onorevoli commissari e signori segretari di Stato, desidero ringraziare le presidenze per questa nuova occasione di confronto istituzionale sul presente e sul futuro della radio e televisione della Repubblica di San Marino. Torno davanti a voi a distanza di circa due anni dalla prima audizione.
Nel 2024 affrontavamo una crisi economica e gestionale che metteva seriamente in discussione le prospettive della televisione di Stato. Oggi possiamo parlare di un’azienda che ha ritrovato l’equilibrio economico, ha rafforzato l’identità editoriale, ha avviato un profondo rinnovamento tecnologico e ha ampliato la propria visibilità internazionale.
Intendo rendere conto degli impegni assunti, distinguendo ciò che è stato realizzato da quanto è ancora in programma. La credibilità di una gestione si misura nei risultati verificabili.
Il punto di partenza è la crisi: il 2023 si era chiuso con una perdita di 1,94 milioni di euro. All’avvio degli interventi, la proiezione per il 2024 indicava il rischio di un’ulteriore perdita superiore a un milione e mezzo. La società soffriva di costi non sostenibili, tensioni di liquidità, ritardi nei flussi finanziari, obsolescenza tecnologica e una prolungata assenza di direzione operativa stabile.
Il collegio sindacale di allora aveva richiamato le difficoltà di liquidità, gli oneri finanziari e soprattutto la necessità di rappresentare correttamente i costi. Abbiamo quindi rivisto acquisti, contratti, distribuzione, organizzazione produttiva e raccolta commerciale, insieme alla struttura amministrativa, ai dipendenti e al socio RAI.
Ai giornalisti, ai tecnici e agli amministrativi va riconosciuto il merito di aver assicurato la continuità del servizio, preservando competenze e rapporti con il territorio. Il personale è stato alla base del rilancio, non una voce da sacrificare.
Passiamo ai risultati economici: due consuntivi e una previsione positiva. Il 2024 si chiude con un utile di 18.786 euro, il 2025 con un utile di 103.313 euro. Per il 2026, sulla base dell’aggiornamento gestionale più recente comunicato alla direzione, è atteso un utile superiore a 110 milioni di euro. Questa è una previsione, non un bilancio approvato.
Nel 2025 i ricavi complessivi erano circa 8,08 milioni di euro. La terza riprevisione tecnica 2026 indicava ricavi complessivi per 9,372 milioni e ricavi commerciali per 2,298 milioni, rispetto agli 1,496 milioni del 2025: una crescita commerciale prevista del 54%.
Sono dati da leggere sempre con prudenza, in attesa delle verifiche di fine esercizio. Non implicano che ogni produzione realizzata sia già redditizia.
Il risanamento non è però servito a ridimensionare RTV, ma a restituirle la capacità di investire, attrarre sponsor e finanziare informazione e contenuti di interesse pubblico che il mercato da solo non garantirebbe.
Passiamo ai due piani industriali e alla direzione di marcia. Nel 2024 i commissari chiedevano una strategia industriale. Oggi la società dispone di due piani industriali approvati dal consiglio di amministrazione.
Il primo, 2025-2027, approvato nel 2025, ha organizzato il risanamento e la ripartenza editoriale. Il secondo, 2027-2030, approvato nel 2026, accompagna la trasformazione in una media company multipiattaforma.
Il secondo piano prevede al 2030 ricavi per circa 11,2 milioni di euro, di cui 4,5 milioni commerciali, un margine operativo lordo di circa 1,47 milioni e un utile atteso di 220.000 euro. Anche in questo caso si tratta di obiettivi, non di risultati acquisiti. Il passaggio attraverso gli organi societari assicura però responsabilità condivisa e continuità al progetto industriale, al di là delle singole persone.
Passiamo alla tecnologia, agli studi e all’infrastruttura. Nel 2024 rappresentavamo la situazione di apparati in parte superati da oltre quindici anni, con criticità anche per la continuità del segnale.
È stato avviato un programma pluriennale di interventi sullo studio 1, sullo studio 2, su regie, telecamere robotizzate, scenografie digitali, studio virtuale, visual radio, sito, applicazioni e infrastrutture informatiche. Il quadro degli investimenti tecnologici 2023-2030 ammonterà a circa 2,75 milioni di euro.
Gran parte degli interventi è stata realizzata, altri sono in corso, altri sono programmati. La digitalizzazione delle teche tutelerà la memoria culturale, politica e sociale della Repubblica.
Resta strategica la questione della sede, da affrontare con criteri di sicurezza, funzionalità e sostenibilità. Gli investimenti sono comunque progettati per poter essere trasferiti senza disperderne il valore.
Il palinsesto e la nuova identità editoriale: una televisione pubblica si misura anche da ciò che offre ai cittadini. La stagione 2026-2027 comprende Il grande gioco con Dario Fabbri, Titano globale con Mauro Mazza e Silvia Pelliccioni, Point Break con Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, Colibrì con Giovanni Terzi, Mirta Confidential con Myrta Merlino, Balamondo con Mirko Casadei, Roxy Bar con Red Ronnie.
A questi si affiancano Breakfast San Marino, Rivediamoli e il nuovo contenitore del pomeriggio, oltre ai sempre più numerosi programmi di informazione e di servizio.
Ovviamente non vogliamo imitare le grandi reti italiane. Vogliamo un’identità riconoscibile, radicata nella Repubblica e capace di parlare oltre i suoi confini.
Cronaca, istituzioni, associazioni, sport, imprese e cultura sammarinese devono mantenere un ruolo centrale. Il San Marino Song Contest e il legame con l’Eurovision dimostrano come un progetto locale possa raggiungere pubblici internazionali e generare opportunità commerciali senza perdere la propria missione.
Qui tocco un punto che è stato anche oggetto di discussione: l’accordo strategico con il gruppo SAE. Il protocollo d’intesa con il gruppo SAE apre una collaborazione tra il servizio pubblico audiovisivo sammarinese e un gruppo editoriale radicato nei territori italiani.
Gli ambiti comprendono interesse pubblico, governance dei progetti comuni, produzioni originali, documentari e reportage, sviluppo crossmediale, podcast, innovazione, formazione, ricerche ed eventi culturali. Per RTV significa poter valorizzare studi e competenze, coinvolgere nuovi autori, sviluppare coproduzioni e ampliare la distribuzione.
Un protocollo definisce comunque opportunità, non risultati già realizzati. Ciascun accordo attuativo dovrà essere valutato per costi, responsabilità, sostenibilità e coerenza editoriale e portato in consiglio di amministrazione.
La complementarità con un partner privato può rafforzare il servizio pubblico soltanto preservandone autonomia e identità.
Ora la visita di papa Leone XIV, una prova internazionale. Il 22 agosto 2026 San Marino RTV ha svolto il ruolo di host broadcaster della visita pastorale di papa Leone XIV nella Repubblica.
Dodici ore di diretta, regia e collegamenti, il coordinamento con Vatican Media e RAI e la diffusione internazionale del segnale hanno richiesto un impegno straordinario del personale di RTV e dimostrato una straordinaria capacità produttiva dell’azienda. RTV ha contribuito a raccontare al mondo una pagina della storia sammarinese.
I risultati digitali comunicati comprendono oltre un milione di visualizzazioni su Instagram nel periodo dell’evento e oltre 12.000 utenti YouTube nella giornata della visita, oltre a tutti quelli che non possiamo misurare, ma che sicuramente ci hanno visto su San Marino RTV, a San Marino, in Italia e nel mondo attraverso i collegamenti internazionali.
Il report tecnico attribuisce all’operazione ricavi diretti previsti per 250.000 euro e costi diretti per 190.000 euro: stime dell’evento, non una misura esaustiva del valore economico. Questo dimostra che anche un’operazione di tale rilevanza ha avuto la possibilità di essere sostenuta da ricavi non a carico dello Stato.
Il docufilm affidato a Roberto Giacobbo, che sarà mandato in onda nel mese di dicembre, per Natale, ne custodirà la memoria. Contemporaneamente l’azienda ha seguito anche il Meeting di Rimini per oltre una settimana e i Giochi del Mediterraneo a Taranto, anch’essi per una settimana.
Ora un breve cenno allo Junior Eurovision 2026, un risultato di rilievo internazionale. Il 24 ottobre 2026, allo Junior Eurovision Contest ospitato a Malta, San Marino ha conquistato il quarto posto con la giovane Violamarie.
Un risultato di grande prestigio per la Repubblica e per RTV, che valorizza il talento, la qualità artistica e l’investimento nei giovani. Accanto alle grandi produzioni istituzionali, questo risultato testimonia una dimensione complementare del servizio pubblico: offrire opportunità ai talenti e portare il nome di San Marino davanti a nuovi pubblici.
La trasmissione in diretta dello Junior Eurovision è andata in oltre sedici Paesi europei, dove la performance, la scritta «Libertas» e la bandiera di San Marino hanno avuto un’ampia visibilità grazie a questa straordinaria bambina di undici anni, che ha fatto una performance incredibile.
Ora un cenno agli accordi tra RAI ed ERAS e all’autonomia di RTV. San Marino RTV nasce dalla collaborazione tra due Stati e dalla partecipazione paritetica di RAI ed ERAS. Dal 2024 il contributo italiano transita attraverso il Ministero degli Affari esteri e non attraverso trasferimenti di RAI.
RTV, a sua volta, acquista da RAI servizi e prestazioni sulla base di rapporti contrattuali: ruoli e flussi economici distinti.
Ho voluto precisare anche questo perché nella comunicazione dei giornali e dei vari mezzi di informazione arrivano spesso notizie che non sono quelle reali. In una sede istituzionale come questa credo sia giusto rappresentare pienamente la situazione.
Il report tecnico indica per il 2026 un contributo italiano di 4.718.000 euro, proveniente dal Ministero degli Esteri, e un contributo dello Stato sammarinese previsto per 1 milione e 100mila euro, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Occorre distinguere previsioni, somme deliberate e flussi effettivamente incassati.
La cooperazione con RAI è strategica per competenze e distribuzione, ma deve rispettare pienamente l’autonomia editoriale e societaria della televisione della Repubblica.
Pluralismo, informazione e responsabilità pubblica: nella prima audizione fu posto giustamente dai commissari il tema dell’indipendenza dell’informazione e della parità di trattamento tra le forze politiche. Riaffermo senza riserve che San Marino RTV non è la televisione di una maggioranza, di un’opposizione o di una direzione generale: è la televisione della Repubblica.
Pluralismo significa notizie accurate, distinzione tra informazione istituzionale e confronto politico, libertà dei giornalisti, rispetto delle opinioni, attenzione alla vita delle imprese, ai giovani, alle associazioni, alla cultura e al volontariato. Non può ridursi al conteggio delle presenze partitiche né alla pretesa che ogni programma soddisfi tutte le parti.
La critica è legittima, deve confrontarsi con i fatti e rispettare il lavoro dei professionisti. Ai giornalisti chiedo domande rigorose, anche scomode, poste con indipendenza e competenza.
Il confronto con le opposizioni e la continuità aziendale: questa audizione è un’occasione di trasparenza. Le osservazioni dei commissari, anche le più critiche, meritano risposte documentate.
Sostenibilità economica, programmazione, autonomia editoriale e continuità gestionale possono essere valutate alla luce dei bilanci, dei piani industriali approvati e delle attività realizzate.
Le determinazioni degli organi societari competenti sulla direzione generale consentono di proseguire il lavoro secondo gli indirizzi stabiliti. La stabilità del progetto e la serenità professionale di chi opera in RTV sono interessi della Repubblica.
Anche quando il dibattito pubblico assume toni aspri, auspico un confronto fondato su dati verificabili e rispetto reciproco, senza alcuna limitazione della libertà di critica.
Le prossime sfide, e vado a concludere: il lavoro non è concluso. Il piano 2027-2030 individua priorità precise: consolidare la sostenibilità economica e la raccolta commerciale, sviluppare format proprietari e coproduzioni, completare ulteriori studi, potenziare la visual radio e le piattaforme on demand, estendere la distribuzione DAB in Italia e avviare la rilevazione Auditel.
Dovremo inoltre proseguire la digitalizzazione delle teche, valorizzare le competenze interne e il ricambio generazionale, affrontare la questione della sede e presidiare contratti, contenziosi, servizi distributivi e regolarità dei flussi finanziari. Misurare gli ascolti aiuterà a conoscere il pubblico, senza diventare l’unico criterio di giudizio di un servizio pubblico.
Le criticità non vanno negate: vanno governate con metodo, trasparenza e responsabilità condivisa.
Onorevoli commissari, il valore di un servizio pubblico si misura nella fiducia che costruisce attraverso l’indipendenza dell’informazione, la qualità delle produzioni e la responsabilità nell’impiego delle risorse. La sfida è consolidare i risultati raggiunti e assicurare stabilità e capacità di innovazione.
San Marino RTV deve continuare a essere una casa aperta alle diverse sensibilità del Paese e una finestra riconoscibile della Repubblica verso il mondo.
È una missione che supera le persone e le stagioni istituzionali e che affido alla responsabilità condivisa delle istituzioni, degli organi societari e di quanti lavorano ogni giorno nell’azienda.
