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Attualità

Regolamento del Consiglio, maggioranza e opposizione cercano l’intesa. Dibattito ancora in corso: passi avanti sulla “tagliola”, sulle dirette delle Commissioni e sull’alternanza degli emendamenti

Maggioranza e opposizione provano a trovare un accordo sulle nuove regole del Consiglio Grande e Generale. Il dibattito è in corso proprio in queste ore e, dopo una sospensione dei lavori e un confronto tra le forze politiche, sono emersi diversi punti di convergenza. I testi definitivi devono ancora essere scritti e depositati, ma le distanze sembrano essersi accorciate.

Sul tavolo c’è la riforma del Regolamento consiliare, con due questioni centrali: l’introduzione delle Commissioni in sede redigente e la cosiddetta tagliola sugli emendamenti, pensata per evitare che l’esame di una legge si trascini troppo a lungo.

In apertura Manuel Ciavatta del Pdcs ha spiegato che la maggioranza vuole cercare la più ampia condivisione possibile. La sede redigente permetterebbe al Consiglio, durante la seconda lettura di una legge, di tornare soltanto sugli articoli ancora accompagnati da emendamenti. Quelli già definiti in Commissione non verrebbero più rivotati uno per uno.

Per spiegare il meccanismo è stata richiamata la recente legge sulla famiglia, formata da circa quaranta articoli. Con il nuovo sistema, l’Aula avrebbe esaminato nuovamente soltanto la decina di articoli sui quali erano ancora presenti modifiche, per poi passare al voto finale. L’obiettivo è quindi ridurre i tempi senza togliere al Consiglio l’ultima parola.

Il nodo più delicato resta la tagliola. La proposta consente ad almeno 30 consiglieri, dopo un determinato numero di ore dedicate all’esame dell’articolato, di votare insieme una serie di emendamenti e chiudere così una discussione diventata troppo lunga.

La maggioranza era partita da un limite di 20 ore, mentre le opposizioni chiedevano tempi più larghi. Dopo il faccia a faccia tra i gruppi è emersa una possibile via di mezzo: la maggioranza propone ora di salire a 25 ore, mentre resta sul tavolo l’ipotesi delle 30 ore. Su questo punto l’accordo non è ancora chiuso e il confronto prosegue.

Un’intesa di massima è stata invece raggiunta sull’ordine con cui affrontare gli emendamenti rimasti dopo la tagliola. Dovrebbe essere garantita un’alternanza tra le proposte della maggioranza e quelle dell’opposizione, in modo che nessuna delle due parti possa decidere da sola quali modifiche continuare a discutere.

Passi avanti anche sulla pubblicità delle sedute delle Commissioni. La trasmissione radiofonica potrebbe essere richiesta da almeno tre consiglieri, anziché da un terzo dei componenti. La correzione serve a tutelare le minoranze che, in alcune Commissioni, non raggiungono da sole la soglia di un terzo. Resta inoltre prevista la diretta streaming delle sedute pubbliche del Consiglio e delle Commissioni.

Tra le altre proposte ci sono l’introduzione dei membri supplenti nelle Commissioni, chiamati a sostituire temporaneamente gli assenti con diritto di parola e di voto, e regole più precise per l’ammissibilità degli emendamenti. Le modifiche dovranno essere coerenti con la materia trattata e indicare, quando necessario, la copertura finanziaria.

La maggioranza ha inoltre deciso di eliminare le modifiche inizialmente previste sui tempi degli interventi. Le durate resteranno quindi quelle attuali, facendo cadere uno dei motivi di scontro con le opposizioni.

Il dibattito è ancora in corso. Mentre gli interventi in Aula proseguono, maggioranza e opposizione stanno lavorando alla scrittura delle correzioni. L’obiettivo è depositare un testo tecnicamente corretto e, per quanto possibile, condiviso.