Read in English
Politica

Ciavatta (PDCS): «Accordo Ue, è giusto che il risultato sia quanto più possibile un risultato di tutti»

«È giusto che il risultato sia quanto più possibile un risultato di tutti». È il messaggio lanciato da Manuel Ciavatta (PDCS) nel suo intervento in Commissione Esteri, durante il confronto dedicato all’Accordo di associazione tra San Marino e Unione Europea.

Ciavatta sottolinea la vicinanza della firma e guarda soprattutto alla fase successiva, quella dell’attuazione, rivendicando il contributo dato nel tempo dalle diverse forze politiche e dai vari Governi. Il consigliere interviene inoltre sul possibile strumento normativo per disciplinare il recepimento dell’acquis comunitario, sostenendo la necessità di mantenere aperto il confronto anche con l’opposizione.

Di seguito l’intervento integrale di Manuel Ciavatta (PDCS), senza variazioni.

“Innanzitutto ringrazio il Segretario Beccari per la comunicazione che ha fatto precedentemente, che evidenzia chiaramente come la firma dell’Accordo di Associazione sia sempre più prossima. Attendiamo questa data con trepidazione, perché rappresenta effettivamente la chiusura di un percorso che dovrà poi consolidarsi negli atti successivi e che passa dalla fase della contrattazione a quella dell’attuazione. Penso che questo sia il primo dato importante da sottolineare. Visto poi che si è parlato della Festa dell’Amicizia, non posso non replicare. Non credo che il Segretario Venturini abbia dato le pagelle ai partiti. Credo semplicemente che nel suo discorso abbia evidenziato il ruolo, anche estremamente positivo, delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, nei diversi passaggi del percorso dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Non è questione di pagelle, ma il riconoscimento del lavoro che è stato fatto insieme da quest’Aula consiliare, direi unanimemente, a parte qualche piccola differenziazione. Rispetto alle osservazioni sul regolamento consiliare, non è questo il momento del dibattito, perché lo faremo in Consiglio la prossima settimana. È evidente però che, visto che c’è una legge aperta, in II lettura, se ci fosse la volontà di integrare all’interno della normativa anche un articolo che preveda la possibilità di definire una delega, da esplicitarsi successivamente e in maniera condivisa, per le modalità di recepimento dell’acquis comunitario, non credo che rappresenti una lesa maestà nei confronti di nessuno. Ci stiamo trovando ad affrontare questa legge proprio nel momento in cui abbiamo avuto la conferma della chiusura dell’Accordo e quindi con una prospettiva sicuramente più vicina rispetto a quella che dovrà essere anche l’attuazione. Se poi questa volontà non c’è, non c’è nessun problema. Non c’è la volontà di escludere nessuno, al contrario si tratta di prevedere, come è stato fatto in altre circostanze, strumenti normativi che possano essere condivisi tutti assieme, come gli altri emendamenti sui quali ci si confronterà preventivamente anche con l’opposizione, se c’è disponibilità. Concludo, visto che questo comma è esplicitamente dedicato all’Unione Europea, ringraziando veramente tutti per il lavoro fatto fino ad ora. È un lavoro che ha attraversato tutte le forze politiche, diversi Governi e diversi Segretari di Stato, alcuni dei quali sono qui presenti in Aula nel ruolo di consiglieri, ma che evidentemente hanno fatto la loro parte. È quindi giusto che il risultato sia quanto più possibile un risultato di tutti. E anche il lavoro che dovremo continuare a fare spero sarà, per quanto possibile, un lavoro fatto insieme e condiviso.”