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Attualità

Consiglio dei XII, Zeppa denuncia pressioni: “Il mio numero dato a persone interessate alle pratiche”

Un consigliere chiamato a valutare delle pratiche in Consiglio dei XII viene contattato direttamente dalle persone interessate. E il suo numero di cellulare, secondo quanto denunciato dallo stesso consigliere, sarebbe stato fornito dal segretario particolare di un Segretario di Stato. È il caso sollevato da Matteo Zeppa (Rete) in Commissione Esteri, poco prima che la seduta proseguisse a porte chiuse proprio per affrontare le pratiche di residenza.

Zeppa ha raccontato pubblicamente di aver ricevuto contatti privati da persone direttamente interessate ad alcune delle pratiche esaminate dalla Commissione. Il consigliere ha spiegato che, quando deve esprimersi su una richiesta di residenza, presta particolare attenzione soprattutto a due elementi: eventuali precedenti penali del richiedente e la presenza di debiti nei confronti dello Stato.

Proprio alcune delle posizioni assunte durante l’esame delle pratiche avrebbero portato ai successivi contatti. Zeppa ha contestato con forza il fatto che il proprio numero personale sia stato messo a disposizione dei diretti interessati, consentendo loro di raggiungerlo fuori dalla sede istituzionale.

Il passaggio più pesante arriva quando il consigliere spiega da dove sarebbe partito il suo recapito. Secondo quanto riferito in Commissione, a fornire il numero sarebbe stato il segretario particolare di un Segretario di Stato. Zeppa non ha indicato pubblicamente il nome, precisando però che non si tratta dei Segretari di Stato presenti in quel momento in Commissione.

Non accetto di sentirmi prendere per la collottola da chi ha precedenti penali o debiti verso lo Stato”, ha detto Zeppa, mettendo in discussione anche l’attuale sistema delle sedute segrete. Il consigliere ha infatti proposto di valutare un ritorno alla discussione pubblica delle pratiche, concludendo: “Perché io a questi giochi non ci sto”.

La denuncia ha provocato una reazione immediata del presidente della Commissione Michele Muratori, che ha definito l’episodio “un fatto deplorevole”. Muratori ha ricordato che le porte chiuse servono a proteggere informazioni particolarmente delicate contenute nelle pratiche, come redditi, patrimoni, dati bancari e situazioni riguardanti minorenni. Allo stesso tempo ha ribadito che quanto emerge durante le sedute segrete deve rimanere all’interno della Commissione, assicurando che si cercherà di impedire il ripetersi di situazioni analoghe.

Sul caso sono intervenuti anche altri commissari. Antonella Mularoni, Nicola Renzi e Matteo Righi hanno espresso solidarietà a Zeppa, trasformando quello che doveva essere il passaggio preliminare all’esame delle residenze in uno dei momenti più delicati della seduta.

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