«Le cose da fare saranno tantissime». È il passaggio con cui Matteo Rossi (PSD), intervenendo in Commissione Esteri, guarda alla fase che si aprirà dopo la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Una firma che Rossi definisce un passaggio storico per il PSD, sottolineando però come da quel momento San Marino sarà chiamato ad affrontare una lunga serie di adempimenti e scelte.
Tra i dossier indicati dal consigliere ci sono il settore bancario e finanziario, il “clarifying addendum”, l’armonizzazione fiscale, l’Iva e il T2, oltre alla necessità di individuare uno strumento per gestire il recepimento della mole di norme prevista dall’acquis comunitario. Rossi interviene infine anche sul regolamento consiliare e sul confronto tra maggioranza e opposizione.
Di seguito l’intervento integrale di Matteo Rossi (PSD), senza variazioni.
“Ringrazio anch’io il Segretario Beccari per l’approfondito e puntuale riferimento su questa ultima fase del tanto agognato percorso di avvicinamento all’Accordo di associazione con l’Unione Europea, che finalmente vede un arco temporale nel quale si può delineare chiaramente la parola “firma”. Tra la fine di settembre e i primi di ottobre ci siamo e sembra quasi di vivere un sogno, tra virgolette, perché abbiamo passato veramente un anno terribile, caratterizzato da ogni tipo di vicenda. Sembrava di pescare continuamente la tessera degli imprevisti del Monopoli e più volte abbiamo avuto la sensazione che questo percorso, non si capiva per quale ragione, dovesse essere sabotato in ogni modo. Ovviamente siamo contentissimi. Per noi del PSD l’integrazione europea rappresenta quasi una delle ragioni fondative del nostro partito: San Marino al di fuori dei propri confini, la bandiera europea che tra l’altro compare anche nel nostro logo. Non devo quindi sottolineare quanto questo passaggio sia per noi storico. Adesso però siamo proiettati verso un’altra fase. La mole di lavoro per il recepimento sarà infatti molto importante e dovremo iniziare a entrare nel campo delle scelte fondamentali. La fase due inizierà, come ha detto il Segretario, con gli adempimenti previsti dall’Accordo e quindi con la formazione delle varie Commissioni, compresa quella parlamentare. Al di là delle Commissioni tecniche che entreranno nei singoli temi, ci sono però alcuni nodi importanti che dovremo sciogliere e che ci vedranno impegnati nei prossimi anni, con la speranza che non siano troppi, non tanto per una posizione politica o per una visione personale, quanto per le esigenze conclamate del Paese, che richiedono percorsi più celeri. Penso, ad esempio, a tutto l’apparato bancario e finanziario. Ci saranno temi bancari da affrontare e questo richiederà un impegno non soltanto della politica, ma anche della Banca Centrale. Speriamo di riuscire a raggiungere risultati in tempi celeri. C’è poi tutto il discorso del “clarifying addendum”, che secondo noi deve essere ripreso e portato con forza a buon fine, perché è stato effettivamente il fattore che ha permesso di sbloccare quasi tutta la situazione e ce lo portiamo avanti da tempo immemore. Ci sarà inoltre il tema dell’armonizzazione fiscale, quindi della fiscalità indiretta e dell’Iva, che è citato anche nel programma di Governo della maggioranza attuale ed è un obiettivo di questo Governo. Chiaramente diventerà ancora più impellente dal momento in cui l’Accordo di associazione verrà siglato. Sappiamo quanto il manifatturiero renda in termini di entrate per lo Stato e sappiamo benissimo quanto determinate riforme siano importanti per chi fa quel tipo di economia e, più in generale, per chi fa economia. Ci sarà poi il tema del T2, anch’esso accennato dal Segretario Beccari nel suo riferimento quando ha parlato delle varie Commissioni. Anche quello sarà un tema importantissimo da sciogliere. Dico questo non per diminuire la portata di un evento che ci trova tutti estremamente contenti, ma per riportarci a un profilo realistico: le cose da fare saranno tantissime. La proposta sulla quale il Segretario e la maggioranza stanno ragionando, per trovare il modo di recepire tutta la mole di norme prevista dall’acquis, ci trova pienamente in linea. Tra l’altro, nei vari tavoli di questi mesi abbiamo cercato più volte di trovare una sintesi, una quadra, e ci fa piacere che ci siamo quasi. Capisco benissimo le posizioni dei colleghi dell’opposizione e capisco che l’opposizione vada fatta, ma qui si tratta semplicemente di trovare un modo per evitare di passare sostanzialmente i prossimi anni qua dentro: uno strumento pratico, ragionevole ed equilibrato. Non si vuole escludere nessuno né fare chissà cosa. Si sta semplicemente ragionando su uno strumento che oggi non è previsto dal nostro ordinamento, ma del quale abbiamo tutti necessità. Chiudo con il discorso legato al regolamento consiliare e quindi alla necessità di trovare un punto di caduta per il recepimento dell’acquis. Mi preme sottolineare che arriveremo in seconda lettura con il regolamento in questo Consiglio. Credo che noi, come maggioranza, abbiamo aperto più volte confronti e tavoli. L’opposizione è venuta nei modi in cui è venuta, purtroppo non con la postura di chi magari voleva dare un contributo. Noi, all’interno della maggioranza, abbiamo fatto le nostre riflessioni e stiamo arrivando a una proposta che è sicuramente migliorativa, perché tra la prima e la seconda lettura ritenevamo doveroso apportare dei miglioramenti. Oggi ritengo che stiamo facendo un ottimo lavoro e quindi rimando al mittente le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche. Ripeto, ci stanno, però sarebbe stato bello che, invece di fare strumentalizzazione, foste venuti ai tavoli: avremmo potuto trovare degli accomodamenti che sarebbero andati bene.”
