Nessun passo indietro di Andorra sull’Accordo di associazione e nessuna volontà di trascinare in avanti i tempi della firma. Luca Beccari interviene in Commissione Esteri per sgombrare il campo dalle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane e, nello stesso passaggio, torna anche sul recente referendum islandese e sulle letture che ne sono state date.
Sul fronte andorrano, il Segretario di Stato agli Esteri riferisce di aver parlato proprio nella mattinata di oggi con il primo ministro del Principato. La tabella di marcia resta quella indicata da San Marino: firma tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre, con quest’ultima finestra che appare al momento più probabile.
“Io mi sono sentito, tra l’altro, con il Primo Ministro di Andorra anche stamattina e non c’è da parte di Andorra nessuna voglia o volontà di allungare il brodo o spostare in avanti la data della firma“, ha spiegato Beccari, respingendo anche le ricostruzioni su possibili cambi di programma legati agli impegni internazionali delle prossime settimane. “Le cose stanno come vi ho detto: o firmiamo alla fine di settembre o nella prima metà di ottobre“.
Andorra, ha riconosciuto il Segretario, si trova comunque in una fase politica particolare, con il Governo verso la fine del mandato, l’avvicinarsi della campagna elettorale e le questioni interne legate al referendum. Circostanze che possono incidere sull’organizzazione del calendario, ma che al momento non mettono in discussione il percorso verso la firma.
Beccari ha poi affrontato il caso Islanda, contestando l’interpretazione secondo cui il recente referendum rappresenterebbe una bocciatura del rapporto con l’Europa. Il punto, secondo il Segretario, è distinguere tra adesione all’Unione Europea e partecipazione allo Spazio economico europeo.
“Ricordo a chi magari ancora non se lo ricorda che l’Islanda è già nello Spazio Economico Europeo e ha già un accordo che è praticamente identico a quello che noi andiamo a firmare“, ha sottolineato. L’Islanda, dunque, ha scelto di non procedere verso l’adesione all’Ue, ma non di abbandonare il sistema di integrazione economica nel quale è già inserita.
“Un conto è dire che un Paese valuta l’inopportunità di un passo come l’adesione, un conto è dire che l’Islanda ha detto no all’Europa e far sembrare che, come l’Inghilterra, esca da questo ambiente, cosa che non è”, ha aggiunto Beccari.
Per San Marino, intanto, resta la volontà di chiudere la fase della firma nei tempi previsti, così da procedere con la ratifica e puntare all’applicazione provvisoria dell’Accordo nelle prime settimane o nei primi mesi del 2027. Un eventuale slittamento oltre metà ottobre diventerebbe un problema per la Repubblica, ma per Beccari questa eventualità, allo stato attuale, non è sul tavolo.
