San Marino comincia a preparare il dopo Maurizio Faraone alla guida della Gendarmeria. Il comandante raggiungerà il limite di età per la pensione il prossimo anno e, per ragioni personali, ha valutato la possibilità di anticipare leggermente l’uscita. Il Governo si è quindi già mosso per individuare il profilo del possibile successore.
A fare il punto oggi in Commissione Esteri è stato il Segretario di Stato Luca Beccari, indicando come prima strada quella di cercare una figura proveniente dall’Arma dei Carabinieri o comunque maturata al suo interno. Una scelta legata anche alla collaborazione storica tra l’Arma e la Gendarmeria sammarinese, diventata nel tempo sempre più stretta sul fronte della formazione, dell’assistenza e del contrasto alla criminalità.
Il profilo richiesto, però, dovrà rispondere a esigenze diverse rispetto al passato. La Gendarmeria ha ormai una dimensione internazionale più marcata, con l’ingresso nella FIEP, l’accordo con Europol e le attività portate avanti con Interpol. Per Beccari serve quindi un comandante con esperienza non soltanto territoriale, ma capace di confrontarsi con fenomeni complessi e con le modalità di cooperazione tra forze di polizia di Paesi diversi.
Tra i settori sui quali San Marino punta a rafforzare ulteriormente le proprie competenze ci sono il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata e l’antiterrorismo. L’obiettivo è portare all’interno del Corpo esperienze specialistiche maturate sul campo e utili ad affrontare minacce che negli ultimi anni sono profondamente cambiate.
La questione si inserisce inoltre in un ricambio molto più ampio ai vertici delle forze dell’ordine sammarinesi. Nei prossimi mesi sono infatti attesi anche i pensionamenti ai vertici della Guardia di Rocca e, secondo quanto riferito da Beccari, della Polizia Civile. San Marino potrebbe dunque trovarsi con tre nuovi comandanti in un arco di tempo ristretto.
Proprio per accompagnare questa fase, Beccari ha rilanciato anche la possibilità di riattivare la figura del coordinatore delle forze di polizia o direttore del Dipartimento di Polizia, oggi sostanzialmente inattiva. Al comandante Faraone è stata inoltre chiesta la disponibilità, una volta lasciato il comando, a restare alla guida di Interpol fino al pensionamento definitivo, così da facilitare il passaggio di consegne e non caricare immediatamente il nuovo comandante di troppe funzioni.
