Nel dibattito in Consiglio Grande e Generale sull’accordo per il pubblico impiego, il Segretario di Stato Federico Pedini Amati interviene sul rinnovo dei contratti, sul peso dell’inflazione e sulle professionalità necessarie alla Pubblica Amministrazione. Il Segretario sottolinea che l’intesa raggiunta rappresenta una base di partenza e annuncia la ripresa del tavolo di confronto, richiamando anche la necessità di preparare la PA alle esigenze legate all’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Di seguito l’intervento integrale.
Segretario di Stato Federico Pedini Amati: A me sembra che, giustamente, il dibattito si sia articolato su più punti, in realtà anche molto diversi tra loro: le professionalità che vogliamo creare per la Pubblica Amministrazione in futuro, quelle che abbiamo già, quelle che auspichiamo possano in qualche modo crescere anche dal punto di vista di coloro i quali, tra virgolette, passano da un livello a un altro perché, nell’ambito del proprio lavoro, si sono evoluti e quant’altro. Però qui il tema era un altro ed è il solito tema del rinnovo dei contratti, che riguarda sia il pubblico sia il privato, basato chiaramente sul tema dell’inflazione, ma non solo. Si è già detto che si poteva fare di più, sicuramente anche in questo caso, ma mi sembra che sia stata posta una buona base di partenza nell’accordo tra Governo e sindacati, perché nel momento in cui si è garantito un aumento del 3% sui contratti pubblici per il 2025 e un 2% per il 2026 – e non è concluso, lo risottolineiamo, non è un accordo definitivo per l’anno 2026, che è ancora in corso – a me sembra che sia un buon punto di partenza. Questo è il tema. Anche, se volete, legato all’inflazione che purtroppo, lo vediamo, aumenta sempre, ma per parametri che non sono prettamente legati a uno Stato o al nostro Stato, bensì a un meccanismo mondiale che, con le varie tempeste che ci sono adesso, con le guerre, con i costi in aumento, con i costi della benzina in aumento, inevitabilmente fa lievitare tutto. Tutti i costi aumentano. Bisognerebbe guardare bene, qualcuno lo ha detto, al vero costo del carrello della spesa, quello sì con maggiore attenzione. Però, bene o male, purtroppo questi costi sono in costante aumento. Perché lo dico? Perché è difficile, ogni volta che si arriva al momento di un rinnovo contrattuale, prevedere aumenti esattamente uguali all’aumento dell’inflazione registrato nei vari anni. Lo ha detto anche il consigliere Manuel Ciavatta: ci siamo comunque posti il problema di aumentare gli stipendi della Pubblica Amministrazione perché lo Stato permetteva di farlo. Non sempre, lo sapete benissimo, questo è possibile. Con i conti comunque abbastanza in ordine, questa volta è stato possibile. La trattativa, lo ripeto, non è conclusa. Si può sempre fare di più, si può sempre fare meglio e io mi auguro che si faccia anche meglio di quello che si è fatto fino adesso. Sulle professionalità sicuramente c’è molto da lavorare, perché guardate, una cosa è certa: non solo le Segreterie di Stato, ma a vario titolo anche voi, lavoriamo tutti nell’ambito della Pubblica Amministrazione e, a vario titolo, vediamo delle lacune. Non tanto nelle persone, perché penso sempre che le persone ci mettano il massimo impegno, però mancano proprio alcune figure, a volte anche apicali, come i dirigenti, in questo Paese. Ecco, su questo sicuramente bisognerà fare un ragionamento come Paese, come politica tutta, anche rispetto a chi si deve occupare di incentivare nuove figure che vogliono entrare nella Pubblica Amministrazione. Su questi temi e quindi su queste figure bisognerà sicuramente porre l’attenzione e fare un ragionamento più ampio, perché da domani mattina, lo abbiamo detto tutti, con l’ingresso e con la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea bisogna essere pronti, attivi, propositivi, ma nella migliore condizione possibile per mettere a terra quei provvedimenti di cui necessita il nostro Paese con la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Nel dibattito, devo dire la verità, ho sentito molti spunti e non ho sentito chissà quante critiche, per fortuna. Ho sentito molti ragionamenti da fare. Vorrei vedere che sull’aumento degli stipendi ci fossero anche delle critiche. Chiaramente, se li avessimo diminuiti, la critica sarebbe andata da sé. Nel momento in cui vengono aumentati e viene rispettato l’accordo con i sindacati sull’aumento degli stipendi di tutta la Pubblica Amministrazione, io penso che comunque si vada nella giusta direzione. Quindi, da domani mattina, ripartirà il tavolo di confronto per terminare questa prima parte. Accolgo comunque con favore la discussione che si è svolta su questo comma e, per il futuro, cerchiamo sempre di fare di più e meglio nell’interesse del nostro Paese.
