Si alza ancora il livello dello scontro tra Iran e Stati Uniti. Teheran annuncia la fine della linea delle “risposte proporzionate” e promette reazioni più dure a eventuali nuovi attacchi americani. A lanciare il monito è il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf: “Le regole del gioco sono cambiate” e ogni violazione degli interessi e della sicurezza iraniana, avverte, riceverà una risposta “più rapida, più pesante e più dolorosa”.
Le dichiarazioni arrivano dopo che le forze statunitensi hanno colpito tre petroliere iraniane cariche di greggio. Secondo il Centcom, una è stata resa permanentemente inutilizzabile al largo dell’isola di Kharg, una seconda nei pressi di Jask e una terza è stata attaccata nel Golfo di Oman. Washington sostiene di aver agito in risposta al lancio di missili balistici dei Pasdaran contro due navi da guerra americane, che avrebbero evitato i colpi senza registrare vittime tra i militari.
Durissima la replica americana. Il comandante del Centcom, ammiraglio Brad Cooper, ha avvertito che ogni attacco alle unità statunitensi avrà un costo economico ancora maggiore per Teheran. Sulla stessa linea il segretario alla Difesa Pete Hegseth: “Se l’Iran spara contro le navi americane, distruggeremo — e affonderemo — le loro petroliere”.
Al centro dello scontro c’è anche il petrolio. L’Iran è il terzo produttore dell’Opec e prima della guerra faceva transitare attraverso l’isola di Kharg circa il 90% delle proprie esportazioni di greggio. I flussi sono stati pesantemente condizionati dal blocco navale americano, mentre il conflitto ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per l’approvvigionamento energetico mondiale.
Parallelamente Washington continua ad aumentare la pressione economica su Teheran. Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato nuove sanzioni contro una banca d’investimento turca e due sue filiali, accusate di facilitare finanziamenti destinati a una branca dei Pasdaran. Le misure si inseriscono nel più ampio pacchetto varato dall’amministrazione Trump, rivolto anche agli asset digitali, alla tecnologia avanzata, alle riserve d’oro, all’aviazione e al trasporto marittimo iraniano.
