L’interrogazione presentata dal PSD su Banca Centrale riapre il confronto politico sul futuro dell’istituto e, più in generale, del settore finanziario sammarinese. A intervenire è Repubblica Futura, che prende spunto dall’iniziativa del Partito dei Socialisti e dei Democratici per tornare su questioni già sollevate in passato, dagli stipendi ai vertici dell’istituto, fino alla presenza di professionalità sammarinesi nei ruoli di maggiore responsabilità.
«Repubblica Futura ha letto con attenzione l’interrogazione presentata dal Partito dei Socialisti e dei Democratici su Banca Centrale. Siamo curiosi di vedere se i compagni del PSD avranno più fortuna di noi», esordisce RF. Il partito sostiene infatti che le proprie precedenti interrogazioni sul tema si siano «sempre scontrate contro il muro di omertà innalzato da Palazzo Begni a difesa di via del Voltone», aggiungendo che «chi osa parlare di Banca Centrale a San Marino viene sottoposto ad un sotterraneo “daspo” politico».
Tra le questioni richiamate c’è quella del tetto agli stipendi. «Quando si parla di soldi, la temperatura in maggioranza si alza, soprattutto se l’argomento è il tetto degli stipendi. Siamo curiosi di capire se e come il tappo sul tetto degli stipendi sarà rimosso», prosegue Repubblica Futura.
Il ragionamento si allarga quindi all’evoluzione del sistema finanziario sammarinese, impegnato nell’adeguamento agli standard internazionali legati all’euro, alla partecipazione all’area dei pagamenti SEPA e alle innovazioni tecnologiche. Per RF, però, la questione da affrontare riguarda soprattutto il ruolo delle professionalità sammarinesi. «Il punto vero, a giudizio di RF, è capire se il capitale umano sammarinese possa trovare la giusta valorizzazione nel settore finanziario. A 21 anni dall’istituzione di Banca Centrale non riteniamo più accettabile considerare il settore finanziario solo appannaggio di più o meno esperti venuti dall’estero».
Il partito chiede quindi di lavorare alla costruzione di una classe dirigente sammarinese non soltanto nella finanza, ma anche in settori come giustizia e sanità. «I forensi non sempre hanno aiutato la Repubblica a risolvere i propri problemi; e i processi penali con Banca Centrale – sempre presente come parte civile o sul banco degli imputati con ex dirigenti – sono la prova tangibile che questa tendenza non porta a nulla di buono», sostiene RF.
Da qui le domande rivolte direttamente all’esecutivo e alla maggioranza: «Che idea hanno Marco Gatti, il suo governo e la sua maggioranza su Banca Centrale? Qual è il piano di governo e maggioranza per il futuro del settore finanziario? Autonomia è sinonimo di isolamento oppure, nel vocabolario di chi sta gestendo la Repubblica, esistono anche le parole rendicontabilità e trasparenza?».
Repubblica Futura pone inoltre il tema delle prospettive professionali dei giovani sammarinesi specializzati nel settore finanziario, chiedendo se saranno costretti a cercare opportunità professionali fuori dalla Repubblica. «Questo è il tema politico centrale per Repubblica Futura poiché una delle declinazioni della sovranità, tanto esaltata in questi giorni, è anche questa: la determinazione di gestire il proprio presente e futuro avvalendosi prima di tutto dei Sammarinesi. Poi, se serve, ricorrere – magari transitoriamente – alle migliori professionalità estere, ma avendo come obiettivo la crescita e la valorizzazione dei nostri cittadini».
RF attende ora di conoscere le risposte che arriveranno all’iniziativa del PSD, collegando la questione anche agli sviluppi attesi nelle prossime settimane. «Quanto si svilupperà nelle prossime settimane fra commissione d’inchiesta, arbitrato internazionale e procedimento penale sul piano parallelo, non sono dettagli rispetto alle richieste del PSD e ai ragionamenti e alle istanze portati avanti in questi anni da Repubblica Futura».
«Noi non abbiamo mai avuto alcuna risposta, auguriamo al PSD miglior fortuna», conclude Repubblica Futura.
