Una corsa contro il tempo per portare il cantiere il più avanti possibile prima che arrivi lo stop. Alla Casa Bianca procedono a ritmo serrato i lavori per la nuova sala da ballo voluta da Donald Trump, mentre sul progetto resta aperto il confronto giudiziario e politico sulle autorizzazioni necessarie.
La data chiave è venerdì 21 agosto, quando dovrebbe entrare in vigore un ordine che impedisce di proseguire i lavori fuori terra in assenza del via libera del Congresso o di un intervento della Corte Suprema.
Nel frattempo, però, circa 250 operai lavorano su turni che arriverebbero fino a venti ore al giorno, sette giorni su sette. In base ai documenti depositati dall’amministrazione, l’opera avrebbe già raggiunto circa il 65% di completamento, con la struttura di cemento e acciaio ormai realizzata nell’area dove sorgeva l’Ala Est.
L’avanzamento del cantiere potrebbe avere un peso anche sul contenzioso. Più l’opera procede, infatti, più un eventuale intervento dei giudici rischierebbe di trasformarsi da uno stop alla costruzione alla richiesta di intervenire su una struttura già esistente.
È proprio questo il punto evidenziato da Laurence Tribe, professore emerito di diritto costituzionale ad Harvard, secondo cui l’accelerazione dei lavori finisce per modificare concretamente lo status quo sul quale i tribunali saranno chiamati a pronunciarsi.
