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Attualità

Due sondaggi, due Paesi diversi: su Facebook l’Europa perde 54 a 26, su Instagram vince 52 a 48

Il sondaggio della pagina Instagram Politica Sammarinese sull’Accordo di associazione con l’Unione europea si è chiuso con 161 voti: 52% sì, 48% no. Quattro punti di distanza, una comunità spaccata a metà. Sul gruppo Facebook “San Marino Risponde”, pochi giorni prima e su circa 296 voti, lo stesso tema aveva prodotto tutt’altro: 26% favorevoli, 54% contrari sommando le due opzioni negative.

Stesso Paese, stessa settimana, risultati opposti.

Chi vuole leggerci una verità sarà servito comunque: c’è il dato che dice che i sammarinesi sono contrari e quello che dice che sono spaccati. Basta scegliere il social preferito.

La spiegazione, però, è più interessante del tifo. Primo: cambia la platea.

Facebook a San Marino è il luogo dove si discute con nome, cognome e trent’anni di storie personali alle spalle; Instagram è mediamente più giovane e vota in forma anonima.

Secondo: cambia la domanda. Su Facebook si chiedeva “favorevole o contrario”, con due caselle diverse per dire no e un’opzione intermedia aggiunta dagli utenti in corsa — quella dei perplessi, 19%. Su Instagram si chiedeva “da che parte stai”, sì o no, senza vie di mezzo. Il modo in cui formuli la domanda decide una fetta della risposta, ed è esattamente il motivo per cui i sondaggi seri costano.

Terzo dettaglio, il più istruttivo. Nelle prime ore di voto la consultazione Instagram viaggiava intorno al 79% di sì su appena 18 risposte. Alla chiusura, con 161 voti, il sì era sceso al 52%. Ventisette punti evaporati man mano che il campione si allargava: la fotografia di quanto valgano i numeri di un sondaggio spontaneo prima che abbia raccolto abbastanza risposte.

Va riconosciuto alla pagina di averlo scritto per prima, senza che nessuno glielo chiedesse: il campione non è scientifico né statisticamente rappresentativo, i partecipanti non fotografano il sentimento reale della popolazione. È un’onestà che in questo Paese non è scontata, e che rende il dato più utile, non meno.

Perché il punto resta quello.

Il post ha raggiunto oltre tremila account in un Paese di trentaquattromila abitanti: l’interesse c’è, e non è tiepido.

Quello che manca è lo strumento. Sul risultato più rilevante degli ultimi vent’anni di politica estera sammarinese — firma attesa a settembre, poi Parlamento europeo, poi ratifica, con la richiesta di referendum confermativo già respinta in Consiglio Grande e Generale — l’unico materiale pubblico su cosa pensino i cittadini sono due sondaggi social che si contraddicono a vicenda, anche se di pochi punti percentuale.

Non è colpa di chi li ha fatti. È colpa di chi non ne ha commissionato uno vero.