La Russia potrebbe tentare un attacco limitato contro un Paese della Nato per mettere alla prova la tenuta dell’Alleanza. È quanto emerge da nuove valutazioni dell’intelligence statunitense, riportate dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin starebbe prendendo in considerazione diversi scenari, con una probabilità che gli analisti ritengono in aumento nei prossimi anni.
Secondo le fonti americane, l’eventuale azione potrebbe verificarsi tra l’autunno del 2026 e il 2029 e non necessariamente assumere la forma di un’invasione su larga scala. Tra le ipotesi esaminate figurano attacchi informatici, operazioni di sabotaggio, incursioni di gruppi armati senza insegne o limitate azioni militari lungo il fianco orientale della Nato. L’obiettivo sarebbe quello di mettere alla prova la risposta dell’Alleanza e cercare di dividerne i membri.
Il rapporto rappresenta un cambio di valutazione rispetto al passato. In precedenza, infatti, gli Stati Uniti ritenevano improbabile che Mosca aprisse un nuovo fronte mentre è ancora impegnata nella guerra in Ucraina. Ora, invece, l’intelligence ritiene che le difficoltà militari, le perdite subite e le pressioni interne sul Cremlino possano spingere Putin a valutare mosse più rischiose.
Al momento non esistono conferme da parte del governo russo e non vi sono indicazioni che un attacco sia imminente. Si tratta di una valutazione d’intelligence basata su scenari ritenuti possibili, non dell’annuncio di un piano operativo già deciso.
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