Dopo giorni di trattative, Stati Uniti e Iran si avvicinano a un accordo che potrebbe segnare una svolta nella crisi mediorientale. La firma dell’intesa è prevista venerdì in Svizzera, mentre nelle prossime ore le delegazioni dei due Paesi si incontreranno a Doha, in Qatar, per definire gli ultimi dettagli.
Secondo quanto emerso, l’accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la cessazione delle ostilità tra Washington e Teheran. Sul tavolo resta anche il dossier nucleare: le parti puntano a raggiungere un’intesa definitiva entro 60 giorni. Il presidente americano Donald Trump ha però avvertito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero tornare ad attaccare l’Iran.
L’intesa viene accolta positivamente da numerosi leader internazionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni la definisce “un’occasione di pace da cogliere”, mentre l’Unione Europea auspica una piena attuazione degli impegni assunti. Anche Regno Unito, Francia e Germania si dichiarano favorevoli, ribadendo tuttavia che l’Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari.
Nonostante il clima di apertura diplomatica, la situazione nella regione resta delicata. Nelle ultime ore vengono segnalati nuovi raid israeliani nel sud del Libano, mentre il ministro della Difesa israeliano Israel Katz conferma che le forze armate di Tel Aviv continueranno a mantenere la propria presenza nelle aree considerate strategiche di Libano, Siria e Gaza.





