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Ucraina, Trump apre alla produzione dei Patriot. Putin frena sui negoziati

L’Ucraina potrà produrre missili Patriot su licenza americana. Ad annunciarlo è stato Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con Donald Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. Secondo il presidente ucraino, il leader statunitense gli avrebbe comunicato di aver preso una “decisione definitiva” sulla concessione delle licenze.

Parallelamente Washington sta cercando di riaprire il canale diplomatico tra Kiev e Mosca. Gli Stati Uniti hanno proposto un incontro trilaterale a livello tecnico con rappresentanti americani, russi e ucraini, indicando gli Emirati Arabi Uniti come possibile sede. Kiev si è detta in attesa di una proposta sulla data. Il Cremlino ha confermato che l’ipotesi di un trilaterale era stata discussa anche tra Trump e Vladimir Putin, precisando però che non esistono ancora dettagli concreti.

A raffreddare le prospettive di una ripresa rapida dei negoziati è stato lo stesso Putin. Il presidente russo ha dichiarato che Mosca era pronta a tornare al tavolo dopo le elezioni della Duma, ma che gli attacchi ucraini condotti durante il voto spingono ora il Cremlino a rivalutare i prossimi passi. Putin ha inoltre sostenuto che la Russia non starebbe preparando una guerra contro l’Europa, affermando di non vedere ragioni per un simile scenario.

Resta quindi aperto il doppio binario: da una parte il rafforzamento della capacità di difesa aerea ucraina attraverso i Patriot, dall’altra il tentativo statunitense di riportare Russia e Ucraina a un confronto diretto, sul quale al momento Mosca mantiene una posizione più cauta.

Milano, 25 mag. (askanews) - Nella regione di Kursk, nella Federazione Russa, l'elicottero del presidente russo Vladimir Putin sarebbe finito nell'epicentro di un attacco di droni ucraini. Lo ha riferito l'ufficiale militare russo, comandante di un'unità di difesa aerea, Yuri Dashkin, come riportato dall'agenzia russa TASS. Il 20 maggio Putin ha visitato la regione di Kursk. Un funzionario militare russo ha affermato che la Russia è stata oggetto di massicci attacchi da parte di droni tra il 20 e il 22 maggio. I russi riferiscono di aver abbattuto 1.177 droni durante questo periodo. Dashkin ha anche osservato che durante la visita di Putin a Kursk è iniziato un "attacco attivo alla regione". La difesa aerea russa avrebbe distrutto 46 droni. "L'intensità dell'attacco durante il volo del presidente è aumentata significativamente". L'elicottero che trasportava Putin "si è trovato di fatto al centro della reazione a un attacco di massa", ha detto un militare russo. Va notato che nella notte tra il 22 e il 23 maggio diverse regioni russe sono state attaccate massicciamente dai droni. Il Ministero della Difesa russo ha segnalato che ogni notte vengono abbattuti più di 150 droni. Sono state introdotte restrizioni temporanee al decollo e all'atterraggio degli aerei negli aeroporti di Mosca e della regione: Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky.