Si è concluso a San Marino il processo di primo grado nei confronti del 39enne sammarinese che l’11 aprile 2024 investì e uccise Stefano Michi lungo la Superstrada a Cerasolo, per poi allontanarsi dal luogo dell’incidente.
Il giudice Vico Valentini ha dichiarato l’incompetenza dell’autorità giudiziaria sammarinese per l’accusa di omissione di soccorso, già definita in Italia con il patteggiamento a tre anni ottenuto dall’imputato davanti al Tribunale di Rimini per omicidio stradale e omissione di soccorso.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati alcuni testimoni e gli agenti della Polizia Civile che rintracciarono l’uomo nel garage della sua abitazione poco dopo i fatti. Dagli accertamenti emerse la positività alla cocaina. Uno degli agenti intervenuti ha riferito in aula che il 39enne si trovava in una condizione particolarmente compromessa al momento del controllo.
La famiglia della vittima, nel frattempo risarcita dalla compagnia assicurativa, ha revocato la costituzione di parte civile.
La sentenza emessa sul Titano ha riguardato esclusivamente il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in quanto il principio del ne bis in idem impedisce di processare nuovamente una persona per gli stessi fatti già giudicati in un altro Stato. Il 39enne è stato quindi condannato a due mesi di arresto, 2.000 euro di multa e un anno di sospensione della patente, periodo nel quale sono stati conteggiati anche sei mesi già scontati.





