SportInFiera, i docenti della Scuola Media difendono la scelta di coinvolgere solo le prime: «Va rispettata la nostra autonomia»
Il Collegio torna sulle polemiche per la manifestazione e chiede a istituzioni ed enti pubblici di riconoscere le competenze della scuola nelle decisioni didattiche
Il Collegio dei Docenti della Scuola Media torna sulla decisione di far partecipare a SportInFiera soltanto gli studenti delle classi prime. In un documento dedicato al valore dell’autonomia didattica, gli insegnanti spiegano che la scelta è arrivata dopo un confronto interno ed è stata assunta nell’ambito delle competenze del Collegio. Contestano inoltre il clima che, a loro giudizio, si è creato attorno alla vicenda.
I docenti precisano anzitutto i tempi della comunicazione: l’adesione delle sole prime è stata riferita l’8 giugno al Consiglio di Istituto, ai rappresentanti delle famiglie, e il 12 giugno al CONS, attraverso una lettera della Dirigenza. «Il Collegio dei Docenti ribadisce che tale scelta è stata espressione di un confronto democratico e sintesi di una pluralità di posizioni», si legge nel documento.
Il punto sollevato dagli insegnanti va oltre la singola manifestazione. Il Collegio osserva che, negli ultimi anni, ai docenti è stato chiesto di insegnare, educare e includere, ma anche di gestire situazioni complesse, dialogare con le famiglie, usare nuove tecnologie e affrontare emergenze sociali e relazionali. A questi compiti, sostiene, non sempre corrisponde un adeguato riconoscimento dell’autonomia professionale, richiamata anche dalla legge 21/1998.
Secondo il Collegio, la decisione su SportInFiera «è stata assunta nell’ambito delle proprie competenze, le quali recentemente sono state messe in discussione non solo dall’opinione pubblica, ma anche dalle stesse Istituzioni». Gli insegnanti ricordano che il loro organo collegiale è parte delle istituzioni e si fonda a sua volta su un’organizzazione autonoma e democratica. Per questo ritengono che metterne in discussione le decisioni significhi incidere anche sul suo ruolo.
Nel documento viene richiamata una lettera pubblicata lo scorso anno e sottoscritta da numerosi docenti sull’uso improprio dei social media e sull’odio in rete. Il Collegio rinnova quell’invito a riflettere alla luce di quanto accaduto per SportInFiera: «Certe ricostruzioni mediatiche, oltre a risultare ingenerose nei confronti delle persone coinvolte, rischiano di tradursi in rappresentazioni distorte dell’operato altrui». A preoccupare gli insegnanti è anche il messaggio che potrebbe arrivare agli studenti sul rispetto delle opinioni diverse.
Il Collegio riconosce che le proprie decisioni possano essere discusse. «Poiché nessuna decisione è di per sé infallibile, la critica e il dissenso sono accettabili, purché nel rispetto dei ruoli, delle competenze e soprattutto delle persone», scrivono i docenti. Aggiungono però di constatare «con amarezza» che anche istituzioni ed enti pubblici avrebbero contribuito, di recente, a creare «un contesto di crescente tensione nei confronti del corpo docente».
La riflessione riguarda infine i progetti proposti alla scuola da enti e istituzioni. Secondo il Collegio, gli insegnanti si trovano sempre più spesso a «eseguire» attività già definite nei contenuti e negli obiettivi, con poco spazio per valutarle, modificarle o decidere se siano adatte alle singole classi.
«L’autonomia professionale del singolo docente e dell’organo collegiale non rappresenta un privilegio di categoria, come purtroppo viene inteso, bensì un valore e il requisito imprescindibile per svolgere al meglio la propria professione», conclude il Collegio dei Docenti della Scuola Media.
