Domenica 3 maggio alle 17, Caja Magica. Il numero uno al mondo affronta per la quarta volta in stagione il tedesco — già battuto a Indian Wells, Miami e Monte-Carlo — nella prima finale a Madrid della sua carriera. In palio un primato che nessuno, nella storia del tennis, ha mai centrato.
C’è un’idea di tennis che, in questa stagione, è diventata sinonimo di Jannik Sinner. È quella per cui ogni torneo non è più una variabile, ma un appuntamento programmato. Si entra, si gioca, si vince. Domenica 3 maggio, alle 17 sul campo Manolo Santana della Caja Magica, l’altoatesino disputerà la sua prima finale al Mutua Madrid Open: l’unico Masters 1000 in cui — fino a ieri — non era ancora arrivato fino in fondo. E lo farà in una cornice che vale molto più del singolo titolo, perché in palio c’è un record che nessuno, nella storia del tennis, ha mai messo a referto: cinque Masters 1000 vinti consecutivamente.
L’avversario è Alexander Zverev, il tedesco numero tre del mondo. Tra i due ci sono ormai tredici precedenti, e il bilancio dice 9-4 per Sinner. Ma il dato che racconta meglio la stagione 2026 è un altro: nelle tre semifinali Masters 1000 di quest’anno — Indian Wells, Miami, Monte-Carlo — Zverev ha sempre incontrato Sinner, e ha sempre perso. È diventato, nel circuito, il termometro più preciso dello stato di forma dell’italiano. E lo stato di forma, in questo momento, parla di un giocatore che da Shanghai 2025 non ha più saltato una finale Masters 1000, mettendone insieme cinque consecutive contando anche il trionfo di Parigi.
La semifinale: 1h26′ per archiviare anche Fils
L’accesso all’atto conclusivo è arrivato giovedì con una semifinale autoritaria contro il francese Arthur Fils, vincitore in tutti i suoi precedenti incontri stagionali sulla terra rossa: 6-2, 6-4 in un’ora e ventisei minuti, con un primo set in cui Sinner ha dominato da fondocampo e un secondo in cui ha gestito con la pulizia tipica dei suoi turni di servizio. Fils, riconosciuto pubblicamente da Sinner come “uno dei migliori giocatori al mondo in questo momento”, non ha mai trovato la chiave per scardinare la rete che l’italiano ha costruito attorno alla propria seconda di servizio. La partita ha aggiunto un altro dato statistico significativo: Sinner è ora a 27 vittorie consecutive nei Masters 1000, un filotto che, in epoca contemporanea, hanno conosciuto soltanto Djokovic, Nadal e Federer.
Il record che attende
Se domenica supererà Zverev, Sinner diventerà l’unico tennista nella storia ad aver vinto cinque Masters 1000 consecutivi. Per dare il senso del traguardo: anche i tre big dell’era recente — Djokovic, Nadal, Federer — si sono fermati a quattro. Ma il primato non è l’unico in vista. Con il pass per la finale, Sinner è già il più giovane di sempre a raggiungere la finale di tutti e nove i Masters 1000. Ha raggiunto le 350 vittorie in carriera ed è il primo giocatore nato dopo il 2000 a varcare quella soglia. Resta da capire se domenica riuscirà ad aggiungere a una bacheca già impressionante anche il torneo di Madrid — uno dei due 1000 che, insieme a Roma, ancora gli mancano.
Zverev, dal canto suo, arriva all’appuntamento con la voglia di rompere un digiuno che dura ormai da troppo tempo. Il tedesco non vince un titolo nel 2026, e ha già conquistato Madrid in passato (2018 e 2021). Ha la conoscenza del campo dalla sua, e ha dichiarato nelle ore successive alla vittoria su Blockx che la pressione, in una finale di questo livello, “è uguale per tutti — anche se sei numero uno al mondo”.
Dove vederla
Il match tra Sinner e Zverev sarà trasmesso in diretta esclusiva sui canali Sky Sport (Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno) e in streaming su NOW e Sky Go. Inizio fissato non prima delle 17, dopo la finale del doppio femminile in programma alle 14. Per chi è abituato alle finali di Sinner, l’unica vera incognita non è il livello di gioco — quello è ormai un dato — ma la stanchezza di un giocatore che da mesi vive con un calendario fitto e che, dopo Madrid, dovrà preparare in pochi giorni gli Internazionali d’Italia. Sinner stesso, nelle ore successive alla semifinale, lo ha riconosciuto: “Sono un po’ provato”.
Ma quando il numero uno entra in campo, la stanchezza tende a essere un problema degli altri.





