Più severi su alcol e stupefacenti, più protetti ciclisti e monopattini: il nuovo volto del Codice della Strada

da | 30 Apr 2026

In Commissione un primo riferimento sul percorso di aggiornamento avviato dalla Segreteria agli Affari Interni. Inasprimenti per alcol e stupefacenti, distanze laterali minime nei sorpassi, regole per monopattini e hoverboard, sequestro del veicolo per chi circola senza assicurazione. E sullo sfondo l’idea di un Codice completamente nuovo.

Il Codice della Strada sammarinese, fermo nel suo impianto al Decreto Delegato 81 del 2008, sta per cambiare in modo sostanziale. La rotta è stata illustrata dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali Oscar Mina, su delega del Segretario di Stato per gli Affari Interni Matteo Ciacci, durante l’esame del riferimento sull’Istanza d’Arengo che chiedeva una regolamentazione più chiara per i ciclisti. Un primo stralcio di interventi è già contenuto nel Decreto Delegato 53 del 20 aprile 2026, mentre un secondo intervento, attualmente in fase di affinamento, integrerà il testo precedente in un documento unitario.

Il lavoro è frutto del Tavolo della Sicurezza, e l’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la prevenzione contro le condotte più pericolose e adeguare la disciplina alle trasformazioni della mobilità urbana che il quadro normativo del 2008 non poteva prevedere.

Alcol, stupefacenti, recidiva: sanzioni più dure e categorie a rischio

Il primo blocco di interventi riguarda la guida in stato di alterazione psicofisica, con una riformulazione delle norme sull’assunzione di alcol, stupefacenti o sull’abuso di farmaci. Sono previste soglie rilevanti definite con maggior precisione e un inasprimento delle sanzioni per categorie particolari: minori, neopatentati, conducenti professionali che trasportano persone o merci. Più severe anche le conseguenze per chi rifiuta di sottoporsi agli accertamenti di polizia.

Sul fronte della recidiva e delle violazioni più gravi sono previste misure accessorie e patrimoniali rafforzate: ritiro immediato della carta di circolazione, sequestro e successiva confisca del veicolo. Una stretta particolare riguarderà chi circola senza copertura assicurativa, con possibilità di sequestro e confisca diretta del mezzo. Per i conducenti residenti all’estero arrivano regole più stringenti: garanzie di pagamento per le sanzioni pecuniarie e, in caso di inadempienza, fermo amministrativo del veicolo.

Ciclisti tutelati: distanze laterali minime nei sorpassi

Il punto che forse più di tutti tocca la quotidianità — e che dà conto dell’origine stessa dell’Istanza d’Arengo — è quello della tutela degli utenti vulnerabili. La riforma introdurrà nuove prescrizioni per ciclisti e motociclisti, definendo per la prima volta nel Codice sammarinese distanze laterali minime di sicurezza da osservare durante il sorpasso dei velocipedi.

È una norma che colma un vuoto che, su un territorio come quello sammarinese, ha conseguenze concrete. Lo ha fatto notare in Commissione Marinella Lorena Chiaruzzi (PDCS), accogliendo positivamente il lavoro: i numeri dei veicoli sono in crescita, e la conformazione del territorio non sempre consente di realizzare piste ciclabili dedicate. La civile convivenza tra automobilisti e utenti vulnerabili passa quindi tanto dalla norma quanto dalla sensibilizzazione, e la consigliera ha portato come esempio il bivio per l’Ufficio Motorizzazione, “punto estremamente difficile per la circolazione” su cui si discute da una vita.

Monopattini, hoverboard, monocicli: la micromobilità entra nel Codice

L’altra grande novità è il riconoscimento normativo della micromobilità elettrica. Monopattini, hoverboard e monocicli avranno per la prima volta una disciplina specifica: requisiti tecnici per la circolazione, obblighi assicurativi e protezioni obbligatorie. Una scelta che allinea la Repubblica alle tendenze europee e che, soprattutto, interviene su un fenomeno cresciuto in modo silenzioso ma rapido negli ultimi anni, finora gestito con strumenti normativi pensati per altre categorie di veicoli.

Completano il quadro l’aggravamento sanzionatorio per la recidiva sugli obblighi generali, una disciplina più puntuale degli obblighi in caso di incidente e del trasporto di merci pericolose, e la possibilità di sospensione della patente per condotte di guida concretamente pericolose anche al di fuori delle ipotesi tipiche di alterazione.

L’orizzonte: un Codice della Strada completamente nuovo

C’è poi un’apertura che, nel riferimento illustrato in Commissione, va oltre la singola riforma. La Segreteria agli Affari Interni ritiene che sia giunto il momento di aprire una riflessione sull’opportunità di elaborare un Codice della Strada completamente nuovo. Una valutazione che, se condivisa, sposterebbe l’asse del lavoro: dall’aggiornamento per stratificazione successiva alla riscrittura organica.

L’argomento ha un fondamento di merito. Il Decreto del 2008 è stato pensato per una mobilità che oggi non esiste più: senza monopattini elettrici, senza piattaforme di sharing, senza la diffusione capillare delle auto ibride ed elettriche, in un contesto in cui la sensibilità europea sulla protezione degli utenti vulnerabili era ancora in fase di costruzione. Un Codice nuovo permetterebbe di razionalizzare anziché stratificare, e di cogliere l’occasione per un’architettura normativa più leggibile per il cittadino e più gestibile per gli operatori della sicurezza.

Quello che cambierà nella vita di tutti i giorni

Tradotto in pratica, l’effetto combinato dei due decreti — quello già emanato il 20 aprile e quello in fase di affinamento — disegna un quadro più severo per chi mette a rischio la sicurezza altrui e più protettivo per chi si muove a piedi, in bici o sui mezzi della micromobilità. Per l’automobilista comune, le modifiche più visibili saranno l’obbligo di rispettare distanze laterali nel sorpasso dei ciclisti e l’inasprimento sostanziale delle conseguenze patrimoniali per chi guida senza assicurazione o in stato di alterazione.

Per il Tavolo della Sicurezza è ora il momento del secondo passaggio. La Commissione attende il testo affinato, e con esso la possibilità di valutare se l’orizzonte del Codice nuovo debba diventare un dossier vero e proprio della legislatura.

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