Dazi Trump al 25% su auto e camion europei: la nuova stretta scatta dalla prossima settimana

da | 2 Mag 2026

A pochi giorni dal voto del Coreper sull’Accordo di Associazione, il presidente USA annuncia una nuova stretta commerciale contro l’Unione Europea. Una mossa che riapre il fronte transatlantico nel momento meno opportuno per la Repubblica.

L’annuncio è arrivato nella tarda serata del 1° maggio, e non lascia margini di interpretazione. L’Unione Europea, ha fatto sapere Donald Trump, “non sta rispettando il nostro accordo commerciale”. Da qui la decisione: dazi al 25% su automobili e camion europei, operativi già dalla prossima settimana. L’unica esenzione riguarda i veicoli prodotti negli stabilimenti statunitensi.

È il quarto fronte di tensione tra Washington e Bruxelles in pochi mesi, e arriva con un calendario tutt’altro che neutro. La nuova misura colpisce un comparto — quello dell’automotive europeo — che già vive una fase di trasformazione complicata, con la transizione elettrica, la pressione cinese e le difficoltà industriali che hanno investito Germania, Francia e Italia. Per le case automobilistiche europee, un dazio aggiuntivo del 25% sul mercato statunitense rappresenta un colpo che inciderà sulle marginalità e sulla pianificazione produttiva. Le reazioni delle Borse, attese per lunedì, daranno la misura concreta dell’impatto.

Cosa cambia per il quadro sammarinese

Sul piano sostanziale, la stretta annunciata da Trump rischia di accentuare due tendenze che a Bruxelles sono già evidenti da mesi. La prima è una maggior cautela nelle decisioni che richiedono unanimità: il Coreper, per dare il via libera all’Accordo San Marino-UE, deve ottenere il consenso di tutti e 27 gli Stati membri, e gli Stati più esposti commercialmente verso gli Stati Uniti (Germania su tutti) potrebbero scegliere posizioni più prudenti su qualsiasi dossier che apra la strada a nuove integrazioni. La seconda è la difficoltà di gestire in parallelo dossier interni — come l’allargamento dell’area di influenza UE — e dossier esterni segnati dall’attrito con Washington.

Per il Titano, però, c’è anche una lettura inversa che vale la pena considerare. Un’Unione Europea sotto pressione esterna ha buone ragioni per stringere i ranghi e accelerare le decisioni che rafforzano l’omogeneità del mercato interno. L’Accordo con San Marino — micro-Stato vicino alla disciplina europea, geograficamente integrato, politicamente affidabile — risponde esattamente a questa logica.

La voce di Bruxelles

Le reazioni europee, nelle ultime ore, sono state coerenti con la postura ormai consolidata della Commissione: dichiarazioni di rammarico, richiamo all’accordo commerciale vigente, valutazione di possibili contromisure. La posizione tecnica della Commissione resta quella che le auto europee assemblate negli Stati Uniti rappresentano già una quota significativa della produzione, e che i dazi finiranno per pesare anche sul mercato interno americano. Ma la portata politica della mossa di Trump non è negoziale: è un atto di pressione sul tavolo del prossimo G7 e dei prossimi negoziati commerciali ad ampio spettro.

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