Domani Motus Liberi torna a chiedere un referendum sull’accordo di associazione tra San Marino e Unione Europea e attacca il Governo per come ha gestito il percorso di avvicinamento a Bruxelles. Il movimento di opposizione interviene dopo aver partecipato a una serata pubblica organizzata dal Comitato “I Capi Famiglia”, sottolineando di essere stato l’unico partito presente all’incontro.
“DOMANI – Motus Liberi ringrazia il Comitato “I Capi Famiglia” per l’invito alla serata pubblica dedicata al referendum sull’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Un’occasione importante di confronto diretto con la cittadinanza, alla quale abbiamo partecipato con convinzione, risultando l’unica forza politica del parlamento presente, nonostante l’invito fosse stato rivolto a tutti i partiti e movimenti”, si legge nel comunicato diffuso dal movimento.
La mancata partecipazione delle altre forze politiche è uno dei punti sui quali Domani Motus Liberi insiste, rivendicando la necessità di confrontarsi direttamente con i cittadini anche sui temi più delicati.
“Per noi la politica è prima di tutto responsabilità. E quando sono i cittadini a chiamare, chi ha scelto di rappresentarli ha il dovere di esserci. Sempre. Anche quando il confronto può risultare scomodo, anche quando le domande sono difficili, anche quando sarebbe più semplice non presentarsi”.
Durante la serata, il movimento ha illustrato la propria posizione sull’accordo, rispondendo alle domande dei presenti e spiegando come avrebbe affrontato il percorso di associazione all’Unione Europea.
Le critiche più dure sono rivolte all’Esecutivo, accusato di non aver predisposto una strategia adeguata per accompagnare il Paese verso i cambiamenti legati all’accordo.
“Un dossier che, a nostro giudizio, il Governo ha affrontato con preoccupante superficialità, senza un’adeguata visione strategica, senza una seria programmazione delle ricadute economiche e sociali e senza preparare concretamente il Paese ai cambiamenti che lo attendono”.
Secondo Domani Motus Liberi, la questione non può essere ridotta a una contrapposizione tra favorevoli e contrari all’integrazione europea. Il punto, sostiene il movimento, riguarda soprattutto le conseguenze dell’accordo per l’economia, la società e l’autonomia della Repubblica.
“Non si tratta di essere favorevoli o contrari all’Europa per principio. Si tratta di comprendere quale futuro vogliamo costruire per San Marino, con quali strumenti, con quali garanzie e soprattutto con quale capacità di tutelare i nostri interessi nazionali”.
Il movimento ritiene che un passaggio di questa portata avrebbe richiesto una preparazione più approfondita e una maggiore condivisione delle scelte con la popolazione.
“Un appuntamento tra i più importanti del secolo avrebbe richiesto ben altra lungimiranza, preparazione e capacità di governo. Invece, oggi, il Paese si trova a discutere di scelte fondamentali senza che sia stata presentata una compiuta strategia di sviluppo e di accompagnamento alla loro attuazione”.
Domani Motus Liberi attribuisce quindi alla maggioranza la responsabilità politica di non aver costruito un percorso sufficientemente chiaro e condiviso, sostenendo che l’accordo avrebbe dovuto essere accompagnato da una programmazione capace di affrontarne le ricadute.
“È questa la responsabilità politica che contestiamo all’attuale maggioranza: non aver saputo trasformare un passaggio storico in un progetto chiaro, consapevole e condiviso per il futuro della Repubblica”.
Da qui la conferma della richiesta di coinvolgere direttamente i cittadini attraverso un referendum, ritenuto dal movimento uno strumento necessario per una decisione destinata a incidere sul futuro di San Marino.
“Continueremo a sostenere il diritto dei sammarinesi a essere informati, coinvolti e chiamati a esprimersi attraverso lo strumento referendario su una scelta destinata a incidere profondamente sul futuro del nostro Stato”.
Il comunicato si chiude con un ulteriore richiamo alla partecipazione popolare: “Perché il futuro di San Marino non può essere deciso chiedendo ai cittadini soltanto di fidarsi. Deve essere costruito mettendoli nelle condizioni di conoscere, comprendere e scegliere”.
